L’I$uss russo sopravvive alla Madonna

Cultura e spettacolo RomaPost

Il gruppo Leningrad di Shnurov, dopo aver invaso con il turpiloquio la scena musicale russa, ha smesso di essere una maxi orchestra gitanoslava, (anzi si è sciolto dal marzo ‘19), per dedicarsi al confezionamento di preziose scikarni, originali videoclip, offerte in preziosi scrigni di oro e seta contenenti i rifiuti degradati della società di Putilandia. Si ricordano già Borsetta, Gli occhiali della Subciak, Sciolnik, l’ultimo Photosession, l’ultimissimo Cabriolet sempre con milioni di visualizzazioni. Ultimamente il gruppo si è misurato con il delicato tema dell’ortodossia, religiosamente rispettata dai vertici atei ex Kgb. Il videoclip, titolato I$uss (nome russo di Gesù ma con l’inserimento malizioso del dollaro Usa), si apre con una lunga, schermata iniziale di excusatio non petita, in cui si dichiara di non voler offendere e ridicolizzare i credenti e la fede, né di incitare all’odio e di violare le leggi, né di rappresentare  cerimonie e simboli religiosi reali, ma solo di fare satira. Difatti l’ouverture è in puro stile Leningrad, su un’alba di sogno da brochure turistica, irrompe l’autista di un camion Svetprivet (trad. in saluto luminoso o sacro; che non è un brand di spedizione, piuttosto simile a loghi di istituti vicini all’ortodossia) il quale si fa una lunga e goduta pisciata. L’autista tornerà alla fine della clip.

In realtà il filmato del cineasta ucraino  Kolosovsky, rappresenta un nuovo fanatismo religioso giovanile che passa attraverso una narcotica estasi verso Cristo. L’adolescente Vika (diminuitivo di Vittoria), alias la cantante melodica Maria Stopnik, uscita con le amiche per la discoteca, mischia con loro acido ed alcool, incitata a credere soprattutto, dopo che la droga tarda a fare effetto. Sulla via del locale su di lei vola la colomba dello Spirito Santo anche se all’entrata la scritta strong è corretta manualmente in wrong (in inglese). Vika sente il desiderio di farsi il segno della croce. L’ho fatto lentamente, nel desiderio di salire. Il mio cuore batteva come un uccello, l’anima si precipitata ai talloni

Dentro al bar appare un ragazzo bellissimo biondo barbuto dai lunghi capelli, Gesù, alias il modello Nazar Protsenko. Lui fa il segno della croce due volte (come i vecchi credenti). Le canta una discesa dai dipinti, non dalla carne e dal sangue, che  neanche il sacro ferma. Vika si vede subito la sposa di Cristo in abiti bianchi, con la tradizionale corona di sposalizio ortodosso, circondata dalle vallette a intonare in coro il nome di Isuss. Eri bello come Gesù, come nelle icone; pensavo che sarei salita grazie alla bellezza o ai sentimenti. Poi si sveglia sul water, richiamata dall’amica che ne ha bisogno; intorno le strutture sono evidentemente sovietiche, malgrado gli incessanti restauri modernisti. Dai rubinetti gulagindustriali Vika vede scendere sangue al posto dell’acqua e subito dopo vomita paillettes rosse da cui escono bigliettini con la scritta Alzati e vai, quella dedicata a Lazzaro ed alla resurrezione umana (Luca 17:19). E sono già due scene copiate dall’It di King.

Nella sala tra il pubblico danzante c’è Pietro, poi anche Paolo con strani riccioli a cornetti. Sentitasi male, Vika esce dalla discoteca incespicando nella cucina, ma scendente dal cielo un Gesù compiacente e seducente è già lì come un bambino bianco tra le braccia (cade invece la mela dall’albero della conoscenza ed è ovviamente la mela morsicata Apple, a rappresentare il male). Qui con tono di pope ortodosso, interviene un rap di Shnurov che, anche se non si direbbe, ha frequentato l’Istituto Teologico dopo l’istituto. Scese come lenzuolo, non come carne e sangue, senza che nulla lo fermasse, neanche i sacri avvisi. L’antidoto, il rito, si riverserà come un pulito sudario bianco. Allarga la bocca, ascolta, assapora i Sacri Frullati, impura signora. Amen. Fuori dalla discoteca, Vika incontra senzatetto zombie (i famosi sceramighi di napoleonica memoria) che potrebbero spaventarla; invece lei offre loro il pane e loro l’adorano in una discarica mentre la santa comunione posta da Cristo nell’Ultima Cena, appare via Instagram.

Ormai è chiaro che Vika sta trasformandosi nell’Immacolata Vergine Maria. Rimane inaspettatamente incinta, le si aprono le acque di Natale, partorisce un Tablet Apple iPad, donde Isuss continuerà a comunicare tramite l’account I_$USS con i sogni Wiki delle sue pose. Ritornata in sé, Vika vaga lungo l’autostrada ancora stordita mentre arriva il camion pesante di cui sopra che per non investirla, si schianta contro un palo. Vika già non più Madonna ringrazia il cielo avvicinandosi felice di essere ancora viva ma il palo traballante crolla, l’uccide, schizzandone il sangue sul telone Svetprivet.

Tra le ire scandalistiche il video ha ottenuto anche la videoparafrasi positiva di un prete ortodosso che ne ha evidenziato i riferimenti, i simboli, le allegorie religiose. La moderna Madonna va in estasi per un Gesù freak, bello, dissoluto, artistico e tecnologico che non collima con i modelli sociali moscoviti. E’ fondatamente tradizionalista con varianti artificiali ma piena di mansuetudine compassionevole, eppure non la Chiesa non le va a genio; l’istituzione religiosa, che pure la vorrebbe salvare, sarà la sua fine. Lei, e non Gesù, sparisce anzitempo.

In Italia la ditta Vaticano non ha più preti; immaginarsi canzoni che ne parlino pro o contro. Nella Russia sempre atea una canzone con riferimenti religiosi diventa cult. Non c’è bisogno di arruolare per strada uomini e donne per cantare messa. L’ortodossia ufficiale, che è un ministero putiniano, è travolta dalle critiche ma il suo mondo non è isolato, come il Vaticano, dalla nebbia dell’indifferenza sociale.

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