“Frode in pubbliche forniture”. E’ questa, secondo quanto ricostruisce il Corriere della Sera a firma di Luigi Ferrarella, l’ipotesi di reato con cui il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, risulta indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla partita di camici fornita alla Regione Lombardia da Dama, società di proprietà di suo cognato Andrea Dini e partecipata (al 10%) anche da sua moglie.
Gallera urla l’indiscutibile onestà di Fontana “Io sono stato costantemente al fianco di Attilio Fontana in questi drammatici mesi e posso urlare la sua serietà, l’onestà assoluta e la determinazione esclusiva a salvare le vite. Abbiamo agito al massimo delle nostre capacità solo per aiutare chi stava male e non riusciva a respirare”, conclude nel post a cui allega una sua foto insieme a Fontana. Sulla stessa la scritta: “Forza presidente, sempre orgogliosamente al tuo fianco”, una netta dichiarazione di sostegno che arriva dopo le voci circolate nei mesi scorsi di attriti tra i due sulla gestione dell’emergenza sanitaria che ha gravemente colpito la Lombardia. Maroni dichiara “Attilio Fontana è una persona onesta e perbene, vittima di un’aggressione mediatica e giudiziaria a cui saprà (e sapremo) reagire con forza e determinazione. Forza Presidente!!!”. Anche il suo predecessore Roberto Maroni, fa sentire il suo sostegno, attraverso il suo profilo Facebook, ad Attilio Fontana, dopo la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati per frode in forniture pubbliche nell’ambito dell’inchiesta milanese sui camici forniti a Regione Lombardia dalla società del cognato di Fontana. Maroni, che nei giorni scorsi ha annunciato il suo ritorno in politica, in coda al post ha messo l’hashtag #maimulà (mai mollare) e pubblicato una sua foto con Fontana e Salvini proprio sotto Palazzo Lombardia.
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