Nubifragio e poi afa e zanzare: ma Sala che fa?

Milano

Non solo il nubifragio, a Milano. I milanesi in difficoltà sono numerosi, le vacanze un miraggio, il quotidiano una prova di resistenza. E mentre medicano metaforicamente le ferite, le temperature nella settimana prossima varieranno da 33 a 35 gradi con afa insopportabile per l’arrivo sulle regioni italiane di un anticiclone africano. Fausto Guzzetti, direttore dell’ufficio rischi della Protezione Civile, spiega a Libero che “i letti dei fiumi, induriti dalla siccità, si sono riempiti in un baleno. Il terreno non riesce ad assorbire quantità così grandi di pioggia. Ancora peggio se un nubifragio si scatena su una città ricoperta di asfalto. Il tecnico fa riferimento agli ottanta millimetri e più caduti su Milano in 50 minuti venerdì.. “Il problema è quando l’acqua cade su un suolo che non è in grado di assorbirla, come accade nelle città. Basterebbe anche meno di quel che è piovuto ieri a Milano per riempire un sottopasso”. Sottopassi che con le alte temperature raggiungono i 40 gradi. Invivibili  per chi è senza casa e li usa come rifugio, anche se prosciugati. Le esondazioni del Seveso, scrive Repubblica, sono ricorrenti ormai da anni. Perché il problema resta irrisolto? “Il nodo idraulico di Milano rappresenta un problema annoso. Servono misure strutturali per risolverlo. In Liguria per esempio si è realizzato lo scolmatore del Bisagno, con una soluzione costosa, ma piuttosto semplice ed efficace dal punto di vista ingegneristico”. E Sala pensa alla riapertura dei Navigli…

Ma il fattore più fastidioso sarà l’aumento incontrollato delle zanzare, problema sempre dimenticato da questa amministrazione. Zanzare invadenti che peggiorano le giornate. Ma Sala è assente.

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