Il fronte in prima linea della Polizia. Parla Tiani segretario Siap

Milano

Citare Manzoni è citare la Storia, l’ineluttabile ripetersi dei fatti, dove il popolo sa  combattere, dove il pane diventa prioritario. E già si manifestano rabbia e a volte risse anche oggi, davanti a un market. La Polizia, in prima linea, è chiamata a far rispettare l’ordine, diventa giudice, dirime, comprende, facilita, punisce.

“Le strade e le piazze brulicavano d’uomini, che trasportati da una rabbia comune, predominati da un pensiero comune, conoscenti o estranei, si riunivano in crocchi, senza essersi dati l’intesa”. Descriveva così Alessandro Manzoni, ne I promessi sposi, i Tumulti di San Martino, che infiammarono Milano fra l’11 e il 12 novembre del 1628. Una folla feroce, che come accaduto altre volte nella storia, rivendicava il proprio diritto all’approvvigionamento alimentare. Le incertezze del Governo, la mancanza di chiarezza, l’improvvisa povertà di molti, la rottura di un modus vivendi, l’ingiustizia sociale mai risolta, fanno temere il peggio. Forse. E gli agenti operano “al fronte”, con saggezza.

In un’intervista a Interris Giuseppe Tiani, Segretario generale del Sindacato italiano appartenenti Polizia (Siap) ha evidenziato “Come gli operatori del sistema sanitario, le Forze dell’ordine stanno vivendo una certa difficoltà il tema connesso all’emergenza e i disagi che il Covid-19 costringe ad affrontare in una situazione di grande difficoltà, intanto perché ha colto il Paese e l’Europa impreparati e, tra l’altro, ha colto i Paesi del sistema occidentale senza i mezzi adeguati per affrontare un’epidemia così ampia, complessa e di lunga durata…Se dovessero allungarsi i tempi, non per ‘sport’ ma perché il governo è obbligato a tenere in piedi le misure restrittive, le uniche che stanno contenendo l’espansione del virus, c’è il rischio che la popolazione possa insorgere, specie quella meno abbiente, che ha difficoltà all’approvvigionamento alimentare quotidiano…Ci sono delle difficoltà che vanno al di là del classico problema di ordine pubblico, legate ad altri aspetti che potremmo definire di emotività o ansia collettiva, perché ci sono esigenze di sussistenza di una parte della popolazione italiana…Andrebbe fatto uno sforzo da parte del governo sul piano normativo, perché non sappiamo tutti i colleghi in quarantena per Covid se avranno strascichi permanenti della malattia. Andrà fatta una valutazione rispetto alle malattie contratte in servizio, su questo faremo una battaglia affinché ci sia il riconoscimento della causa di servizio per coloro i quali hanno contratto la malattia, anche che ne siano usciti o ci siano danni che, al momento, non sono ancora apparsi”.

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