Nelle code e nelle risse davanti al supermarket, riemerge l’atavica paura della fame

Milano

Il Supermarket? Un Olimpo da conquistare. Costi quel che costi, in coda con un ghigno da mastino, una giustizia spicciola che non ammette alcuna umanità di fronte all’anziano malfermo, mentre gli interessati ripassano la spesa, che deve essere più che abbondante e chissà se troverò tutto, domani potrebbe essere vuoto, ma che penso.. tutti hanno confermato che gli alimentari ci saranno sempre, ma che pazienza…E i mastini che osservano la coda non fanno deroghe e difendono il posto in graduatoria anche con minacce, pugni, improvvisamente tornati alla violenza primordiale. Fortunatamente solo in alcune zone periferiche: «Non c’è dubbio: ci sono quartieri periferici dove nonostante l’emergenza assistiamo a reazioni assurde- racconta Flores -. Ad esempio al Corvetto siamo stati costretti a chiamare le forze dell’ordine più di una volta. Polizia e carabinieri sono stati sempre estremamente efficaci e collaborativi, ma anche i miei ragazzi hanno mostrato grande professionalità. Ad esempio davanti a una coppia, un uomo e una donna italiani decisi a entrare ad ogni costo insieme a fare la spesa al supermercato. Naturalmente non gli è stato concesso, così si sono esibiti in una sceneggiata. Quando si sono allontanati lo hanno fatto solo per tornare più agguerriti di prima, lui con il coltello in pugno recuperato in auto…Quel che mi ha stupito è che quando la coppia ha lasciato il parcheggio del supermercato gli altri cittadini in coda, resisi conto della gravità dell’accaduto, non hanno esitato a seguire i due nel parcheggio, simulando indifferenza per poi segnarsi la targa della loro vettura” ha dichiarato a Il Giornale Sergio Flores, 58 anni, che da trentacinque gestisce un’agenzia di portierato e accoglienza con 65 dipendenti utilizzati al controllo del flusso dei clienti. Rimane che quell’afflusso numeroso e costante a chi ti può vendere il cibo è forse la paura atavica della fame, la paura del frigorifero vuoto, dell’insufficienza per sopravvivere. Ancora gridiamo “Al pane…Al pane” in coda e se i tempi sono cambiati, si ripetono l’ansia e la paura.

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