Il commento di Luciano: 22a giornata serie A

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3 anticipi del Sabato, ad iniziare da Bologna-Brescia che si conclude nel risultato, e nella sequenza delle segnature, in modo simile alla gara di andata. Per il Bologna, stavolta 2-1, contro il 4-3 della precedente, ma sempre in rimonta dopo aver subito il vantaggio bresciano al 35′ da Torregrossa, su rigore. E’ Orsolini a riportare a galla la squadra di Mihailovic, con una gran girata che batte Joronen sul secondo palo. Poco dopo potrebbe andare anche in vantaggio, ma è Palacio a divorarsi una colossale occasione a porta vuota. Ripresa, sembra avviarsi al pareggio ma Bani all’89’, in scivolata devia in porta un cross di Barrow e regala i 3 punti al Bologna.
Secondo anticipo, nel pomeriggio si affrontano Cagliari e Parma in un match piuttosto animato e gradevole sotto l’aspetto del gioco. Cagliari in gol al 18′ con J.Pedro, su azione di Simeone, ma rischia il pareggio al 30′ e si salva sul palo di Kucka. Il Cagliari risponde con una traversa di Simeone al 36′, seguito dal palo di Faragò un minuto più tardi. Ci prova anche Naiggolan, ma Colombi mette in angolo e, a pochi minuti dal fischio finale del primo tempo arriva invece il pareggio del Parma, con Kucka che arriva per primo su un cross di Brugman e insacca. Al 53′, J.Pedro butta al vento l’occasione del vantaggio, calciando fuori un rigore che lui stesso si era procurato, ma appena un minuto più tardi Simeone rimedia, insaccando su servizio di Pellegrini. Al 78′, altro salvataggio del portiere bolognese su Nandez lanciato a rete. Sembra ormai maturare il risultato a favore del Cagliari, ma come sempre più spesso sta accadendo, ecco i fatali minuti di recupero e il sogno svanisce: cross da sinistra di Kurtic, Klavan non ci arriva di testa ma Corneliusson è lì e non fallisce. 2-2 e tutti sotto la doccia.
Terza partita di 3 anticipi, ed ecco la prima clamorosa sbandata di questo 22° turno: a Sassuolo, la Roma viene sonoramente bastonata da un sorprendente primo tempo emiliano, e in 25 minuti va sotto addirittura di 3 gol. Caputo (tra i migliori in campo) inizia le danze neroverdi con una spettacolare doppietta, siglata tra il 7′ e il 16′, che Djuricic gonfia con la terza rete al 26′. Sembra fuori combattimento la squadra giallorossa, frastornata da un Sassuolo che con micidiali ripartenze mette ogni volta i brividi alla difesa. La Roma mostra uno scatto d’orgoglio ad inizio ripresa, con Dzeko accorcia le distanze e mette un pò di pressione al Sassuolo, alla mezz’ora va vicino al 3-2 con Cristante e poi Dzeko, che fallisce da distanza ravvicinata. Replica il Sassuolo, a sua volta sfiora il colpo del ko al 68′ con Caputo che liscia goffamente il pallone, mancando la tripletta personale. Pochi secondi dopo, espusione per Pellegrini (secondo giallo) e Roma in 10, ma curiosamente in inferiorità numerica trova il gol che riapre teoricamente la partita. Rigore al 73′ per un mani in area di Boga, sul dischetto Veretout che non sbaglia, giallorossi sul 3-2 che dura lo spazio di un solo minuto. Infatti è Boga, proprio lui che aveva causato il rigore, a riaggiustare definitivamente le distanze. E lo fa con un gol spettacolare di poco entro l’area, mirando l’angolo alla sinistra del portiere. Grande prestazione degli emiliani, Roma annichilita e ferma in classifica, 10 punti sotto la Lazio in terza posizione.
Primo match a tavola questa Domenica, a Torino si fronteggiano Juventus e Fiorentina in un primo tempo in cui chi avrebbe meritato il vantaggio porta la maglia viola. Diverse le occasioni create dalla squadra di Jachini, con Chiesa, Lirola, Benassi più volte fermati da strepitosi salvataggi di Szczesny. E’ un rigore di Ronaldo a sbloccare il risultato al 40′, per un  tocco di braccio di Pezzella su tiro ravvicinato di Pjanic. La Fiorentina non si arrende, mette a tratti in affanno la difesa e crea ancora qualche pericolo per la porta bianconera. La Juventus raddoppia all’80’ con un nuovo calcio di rigore, non proprio limpido, per fallo su Dybala appena dentro l’area, e chiude poi la partita al 91′ con De Light (tra i migliori in campo) che incorna nell’angolo fuori dalla portata di Dragowski. Allunga in classifica la Juventus, almeno fino risultato della partita dell’Inter .
Nel pomeriggio, altre squadre in zona medio alta, come l’Atalanta, si arenano contro avversari sulla carta decisamente inferiori. E’ il caso del Genoa, che va in vantaggio 13′ con una capocciata di Toloi ma 6 minuti dopo si fa raggiungere da un rigore che Criscito trasforma per l’1-1. Addirittura rimonta, che il Genoa completa al 33′ con Sanabria. Anche questo vantaggio ha vita breve, perchè è Ilicic che riporta in equilibrio il risultato al 36′, e da quel momento la sequenza si interrompe definitivamente perchè inizia quella dei tiri fuori di poco per l’Atalanta, e quella delle parate di Perin che toglie letteralmente dalla porta palloni che sembravano già entrati. Genoa che respira, e Atalanta che aggancia la Roma a quota 39.
Per la Lazio, all’Olimpico contro la Spal è ben presto un tiro al bersaglio, e ben 5 fanno centro contro solamente uno per i ferraresi. Partita che parte (pardòn per il gioco di parole…) a senso unico con il solito Immobile, che insacca il primo dopo appena 3 minuti dal fischio d’inizio. Al 16′ gli fa il verso Caicedo, che conclude in rete riprendendo la respinta del palo su tiro dell’ex Lazzari. Prima del terzo gol laziale, si fa vedere la Spal con un destro di Castro che sfiora il palo al 27′, ma un minuto dopo arriva il 3-0 con Immobile che fa doppietta, ed è un gol da centravanti di razza: pallonetto che beffa Tomovic dopo un balletto nell’area piccola. La Spal tenta di arrabbiarsi, ma non morde anche se ci prova e colpisce un palo con Di Francesco. A spegnere ogni fuocherello della Spal arriva ancora una doppietta, quella di Caicedo che fa il 4-0 con un tocco morbido sotto l’incrocio. La cinquina arriva al 58′, quando Lazzari si libera entrando in area e servendo il nuovo entrato Adekanye (ex Liverpool), che deve solo spingerla dentro per il suo primo gol in serie A. Gol della bandiera per la Spal al 64′, con Missiroli che in azione personale entra in area e trafigge Strakosha con un preciso sinistro. E la Lazio si piazza al secondo posto scavalcando provvisoriamente  l’Inter, di scena poche ore dopo a Udine.
A S. Siro, il Milan ospita quella fatal Verona di infausta memoria, e difatti i fantasmi aleggiano nuovamente in quelle maglie, anche se diversi lustri sono passati dalla data di quei ricordi. Il Milan, orfano di Ibrahimovic, mostra subito di soffrirne l’assenza e pur imponendo ritmi abbastanza elevati all’incontro, non riesce a trovare quelle soluzioni che gli sono più congeniali quando è presente il 38 enne svedese. Anzi, va addirittura sotto appena al 13′, quando Faraoni porta in vantaggio il Verona deviando in rete un  teso cross di Zaccagni. Altri pericoli da parte del Verona, che rischia di aumentare il vantaggio con tentativi di Verre (fuori di poco) e Lazovic (para Donnarumma) . Al 28 però si inventa un tiro su calcio piazzato (fallo di Faraoni su Bonaventura), e il pallone deviato da qualche gamba si infila in rete. Sollievo per i tifosi e per la panchina di Pioli, ma non soddisfazione, perchè nella ripresa, dopo una fase di predominio milanista, rialza la testa il Verona e torna a far soffrire i rossoneri colpendo 2 volte i pali nel giro di 10 minuti, con Pessina e Zaccagni, e mandando fuori a fili di palo un terzo tentativo su un rimpallo di Gunter. Al 65′, esce Bonaventura sotituito da Paquetà, e subito dopo il Verona rimane in 10 per l’espulsione di Amrabat per fallo su Castillejo. Il Milan utilizza tutte le sostituzioni, entrano Borini e Saelemaekers, ma non cambia più il risultato e i rossoneri interrompono così una serie di risultati positivi che durava da 4 giornate.
Sorpresa a Lecce dove grandina in assenza di nuvole, e sono 4 i chicchi pesanti che gonfiano la rete del Torino, apparso con corna in gommapiuma. Eccezionale il numero di gol subiti, 17 nelle ultime 4 partite, e lo stralunamento dei granata è ancora evidente ma il Lecce non si impietosisce.
Parte all’11’ la tempesta, con il vantaggio di Deiola, seguito dal raddoppio di Barak al 19′ del primo tempo. Il Lecce ne subisce uno su punizione di Belotti, ma con deviazione di De Silvestri che si trovava in fuorigioco, quindi gol annullato. Il 2-0 diventa 3-0 al 63′, con uno strepitoso gol di Falco sotto l’ìncrocio, e finisce in quaterna matando il toro al 78′ con un rigore, concesso per fallo di Breemer su Shakhov. Batte Lapadula, fine delle ostilità (per il Toro)

Ultima partita della giornata, importante in virtù dei risultati di Juventus e Lazio, si giocava tra Udinese e Inter, senza Lautaro (squalifica) e Handanovic per un problema articolare, o una contusione ad una mano. Padelli in porta il suo vice.  La squadra di Conte è poco propensa all’arrembaggio, nel primo tempo sembra adottare una tattica attendista, forse memore dei cedimenti atletici nelle ultime prestazioni. Un inizio in cui poteva già approfittare di una palla persa dagli avversari, come a Napoli, con Esposito che impegna Musso con un tiro dai 30 metri, il portiere riesce a smanacciare in angolo. Al 16′ è Vecino a spizzare il pallone col ginocchio su cross di Moses, palla fuori di poco. Primi minuti della ripresa, Young si invola sulla sinistra e sgancia un tiro teso e potente, che Musso riesce a respingere ma sui piedi di  Esposito. Il ragazzo, probabilmente non ancora sufficientemente esperto e freddo per cogliere occasioni come titolare in serie A, in pratica gliela rende senza ferire. Al quarto d’ora Conte cambia un Eriksen per ora non pervenuto, e un Esposito troppo impreciso. Dentro Sanchez e Brozovic, e la partita prende un’altra piega nonostante l’assenza di uno come Lautaro. C’è infatti l’altro gemello nero, big Romelu Lukaku, a sbrogliare la situazione al 64′, pronto a sfruttare l’occasione favorevole e infilare il pallone sotto le gambe di Musso, dal vertice dell’area piccola. Una manciata di minuti e l’Inter raddoppia: Sanchez riceve palla e vola in area, ormai solo davanti Musso che lo travolge in uscita. Dal dischetto, Lukaku mette a segno la sua ennesima doppietta stagionale, salendo a quota 16 immediatamente a ridosso di Ronaldo (19), e stabilisce anche un record essendo il primo attaccante, nella storia dei campionati a 3 punti, ad andare a segno per 12 volte in 11 partite in trasferta.

La giornata si chiude Lunedi alle 20,45, con l’incontro in posticipo tra Napoli e Sampdoria.
Arrivederci alla prossima!

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