La verità, vi prego, sugli insulti online alla Senatrice Segre

Politica

La sinistra ha un serio problema: non sa più manipolare la verità. Maestri in questa sottile arte per decine di anni, oggi non riescono più a mettere in fila due bufale. Ed i risultati sono del tutto disastrosi. Battaglie sacrosante, come quella contro l’odio antisemita si trasformano in festival circensi, offuscando la gravità dell’accaduto con gli espedienti picareschi di chi cerca maldestramente un mostro da buttare in pasto al mondo.

Esempio plastico è la vicenda scatenata da Repubblica che riguarda la Senatrice Segre. Tesi: contro di lei 200 insulti al giorno. Fonte: Osservatorio dell’antisemitismo del CDEC. Passo indietro: chi ci legge potrebbe non sapere come funzionino i social network, quindi vanno chiariti alcuni aspetti. L’osservatorio, per motivi suoi, conta i post, ma non i commenti. E non deve essere particolarmente presente nel mondo digitale, perché nei 197 episodi ALL’ANNO, non al giorno, contestati, ci finiscono in mezzo tutte le principali figure del mondo Ebraico in politica, da Lerner a Fiano.

Questa stima, per chiunque conosca anche solo Facebbok, è rappresentativa di una frazione irrisoria di tutta la sfera di odio. Per cui, per non buttare via la notizia, Repubblica spara un numero. 200 al giorno. Tanti, pochi? Di sicuro pesantemente sottostimati. Ma su quella base si costruisce un caso. Che di quelle fondamenta non aveva alcun bisogno. Si decide però di usarle lo stesso, scientemente sapendo che quel numero era ed è una menzogna. Ed è inutile scrollare le spalle, dicendo che la situazione è peggiore. Certo che lo è. Ma questo non sposta di un millimetro il problema.

La menzogna, facilmente sbugiardata quando il documento che l’aveva originata è divenuto pubblico, adesso sta facendo crollare tutti gli edifici su di essa costruiti. La commissione sull’antisemitismo online (che era anch’essa una strumentalizzazione), la solidarietà per la Senatrice e tutto quello che si stava muovendo. Positivamente, perlopiù. Ci viene consegnata una preziosa lezione: se questa manipolazione fosse avvenuta con la commissione di inchiesta operante, che conseguenze ci sarebbero state? Quale sarebbe stata la reazione? Chi avrebbe pagato?

Ma se sono di più, vi domanderete, che problema c’è? Che la maggior parte delle persone non l’hanno colto. Ma hanno capito benissimo la menzogna. Creando altre onde di odio. Alte. Altissime. E tutto per aver voluto dare un numero falso, invece di raccontare la verità sul ventre oscuro dei social network.

1 thought on “La verità, vi prego, sugli insulti online alla Senatrice Segre

  1. La versione parziale legofascista è ridicola. Fischiare Cormio che cercava un compromesso è da idioti, come l’inutile e imbarazzante intervento della Bogatti. Marco Granelli è persona seria e si è chiaramente espresso: porterò le rimostranze in giunta. Non decide lui ma la giunta. Cercare lo scontro è da fessi, politicanti improvvisati. (Per la cronaca anche tutti i partiti di sinistra hanno espresso la loro contrarietà alla sippressione)

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