Un sindaco che ha paura delle parole, ma si scorda del “fascismo” di sinistra

Milano

Ma di che stiamo parlando? Di un venticello che solletica il cervello di Sala, a sufficienza per materializzare fantasmi, o comportamenti violenti, irrazionali contro chi rappresenta lo Stato? Il fatto è che dalla serafica Boldrini, alla compagnia cantante di Majorino lo spettro del fascismo per condannare chi la pensa diversamente è diventata la nota distintiva dei benpensanti iscritti al pensiero dominante di una sinistra acritica. La querelle avviata da Bestetti (Fi) e da tutto il centrodestra unito è l’argomento di questi giorni. Chiarisce il Presidente del Municipio 7: «Non vogliamo nessun passo indietro sull’antifascismo, ma passi in avanti sull’anticomunismo, aggiornando anche il nostro Paese a quanto nel resto d’Europa è assoluta normalità da decenni. Sul rischio di ritorno al fascismo in Italia – prosegue Bestetti – non so Sala da dove tema rinascano le camicie nere, ma vorrei tranquillizzarlo che dal Municipio 7 stiamo solo lavorando per riportare il centrodestra a Palazzo Marino. Questa polemica è durata già fin troppo. Lascio a lui inutili discussioni vecchie di 70 anni che puzzano di naftalina. Noi guardiamo al futuro». Ma Sala non sente la bufera degli antagonisti, post comunisti, eredi di intolleranza, di odio contro la Polizia, che si muovono distruggendo vetrine e auto, predicando assurdi diritti di autonomia. Sala benevolmente non interviene, perché i centri sociali sono sacri, non covi di illegalità. Di anticomunismo, delle stragi staliniste, nessuno parla e tantomeno Sala che se ne frega dell’Europa «Pur prendendo atto dell’istanza di Bruxelles, l’Italia è il Paese dove il ricordo e il rischio del ritorno del Fascismo a mio avviso c’è ancora, per cui assolutamente noi andremo avanti su questo terreno».

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