Il quotidiano di violenza e criminalità presentato come modello Milano?

Milano

 “Siamo sicuri che Milano sia un modello da proporre e applicare altrove? I fatti dicono altro. È la città italiana con più denunce per reati: 7,4 ogni cento abitanti. I crimini, se pur in calo, restano allarmanti: nell’intera provincia lo scorso anno si sono registrati 150 mila reati, 3.786 rapine, oltre 10 mila persone denunciate e 2 tonnellate di droga sequestrate. E nonostante l’impegno delle forze dell’ordine sul fronte della droga, dell’immigrazione clandestina e della criminalità, la realtà racconta tanti fallimenti. “ Questo l’imput con cui Panorama dà inizio ad una inchiesta dettagliata sulle tante ombre che fanno di Milano una città pericolosa e incontrollata. E’ questo il modello Milano? E parte considerando il trasformismo del Prefetto oggi ministro dell’Interno di Luciana Lamorgese, un tecnico gradito alla politica, ma già un prefetto col pugno di ferro. La politica della sicurezza dei cittadini, della gestione dell’immigrazione e della lotta alla criminalità e al degrado cambierà?  Per ora si può costatare che Milano è stato il banco di prova delle politiche dell’accoglienza e il successivo deflagrare della violenza e della criminalità.

Nonostante le prove muscolari dell’allora Prefetto. L’inchiesta racconta episodi soprattutto in Stazione Centrale e a Rogoredo che purtroppo per noi milanesi sono quotidiani. Panorama descrive, con quella domanda martellante “E’ questo il modello Milano?” E racconta “Ma soffermandosi a osservare la variopinta folla intorno alla stazione, si capisce che la porta di ingresso della città è divisa in zone ben definite, dove le attività illecite sono distinte e regolate da piccoli ras. Uscendo su piazza Duca d’Aosta, a sinistra ci sono gli africani, monopolisti dello spaccio. All’ombra degli alberelli stenti, palline di cellophane passano di mano a un ritmo vorticoso. Ci sono le vedette che segnalano con un sibilo le persone sospette o i possibili acquirenti, c’è chi nasconde la droga e rifornisce gli spacciatori e chi è pronto ad accerchiare le pattuglie delle forze dell’ordine per dare tempo ai complici di sottrarsi ai controlli” La fotografia impietosa di una realtà di cui dobbiamo ringraziare l’ideologia buonista. “Finalmente anche chi vive distante da Milano avrà un quadro obiettivo sull’operato del sindaco Sala, che fino a pochi mesi fa veniva presentato come il demiurgo a cui affidare le sorti del Paese” afferma Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.

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