Barucco (FI) contro Provenzano (M5S), ricomincia la guerra sull’Autonomia

Politica

L’esecutivo più a sinistra della storia parte deciso sulle autonomie. E l’obiettivo, a tutta evidenza, è non farle. Dichiara infatti il ministro per il Sud, Provenzano (M5S):

“Noi abbiamo il dovere di realizzare un’autonomia giusta: il rischio delle proposte di Veneto e Lombardia è quello di spaccare il Paese”. Così il ministro per il Sud, Peppe Provenzano, sottolineando che “gli sprechi vanno combattuti, ma ai costi e ai fabbisogni standard bisogna affiancare i livelli essenziali delle prestazioni”.

Gli risponde a stretto giro di posta il Consigliere Regionale Lombardo di Forza Italia Gabriele Barucco:

“L’unica cosa sbagliata nella richiesta di Autonomia Lombarda è che dobbiamo contrattarla. Chi produce e mantiene paese sta chiedendo, sommessamente e per favore, a chi viene mantenuto il permesso di non morire di beneficenza. Ed il risultato di questa educata richiesta è sentirsi prendere in giro dal ministro.

Il quale chiede, oltre ai costi ed ai fabbisogni standard, anche i livelli essenziali delle prestazioni. In pratica: se una siringa a Milano (la città più cara d’Italia) costa un euro, a Reggio Calabria deve poterne costare tre perché altrimenti c’è il rischio che siano costretti a pagare i fornitori puntualmente, tagliare gli sprechi e magari diventare addirittura efficienti.

Ed ovviamente la prima preoccupazione del Ministro è che questo sia, in pratica, del tutto facoltativo. Ma non ci fermiamo a questo. No. Con le Zone Economiche Speciali, abbiamo il mantenuto che fa concorrenza al benefattore. E tutto coi soldi dei Lombardi. Tutto questo è un insulto agli imprenditori che rischiano, producono e muoiono per mantenere il Paese.”.

Sullo sfondo lo scontro tra Fontana, presidente della Regione e Boccia, ministro con delega ai rapporti con le Regioni. L’unica cosa certa per ora che quello che non ha ottenuto la la Lega al Governo è assai improbabile la Lombardia lo porti a casa con il PD al potere. E visto il peso che aveva Salvini, soprattutto dopo Maggio (si veda l’approvazione del decreto Sicurezza Bis), è difficile pensare che non avrebbe potuto farcela. Volendolo.

In ogni caso è inutile piangere sul latte versato, ci aspettano lunghi mesi di lotta, se vogliamo, oggi e per sempre, ottenere che passi il principio che i Lombardi sono più efficienti non per miracolo. Ma grazie ad una serie di buone prassi che tutti potrebbero seguire. E dovrebbero farlo. Visto che, alla fine della fiera, i conti poi li paghiamo noi.

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