Il rispetto Liberale per il giornalismo

Politica

Questo articolo a molti non piacerà. Per qualcuno sarà noiosissimo. Ad altri parrà fuori tema. Qualcuno lo considererà blasfemo, visto che non parla di Bibbiano. Io mi limito a considerarlo doveroso. Il giornalismo è la colonna portante della democrazia. Una colonna scheggiata, minata alla base da contraddizioni ed errori grossolani. Instabile, venduta e talvolta così schierata da essere fuori asse. E quello che regge, cioè la democrazia, non pare essere messo molto meglio. Comunque, finché qualcuno non deciderà di prendersi la responsabilità di rovesciare tutto tant’è. E persino Salvini dovrebbe prenderne atto.

Invece ieri, in bermuda d’ordinanza, il ministro degli Interni ha inteso dare del pedofilo al reporter, Valerio Lo Muzio, che aveva immortalato la gita in moto d’acqua (della polizia) del figlio. A bordo spiaggia del Papeete è andato in onda il momento più basso di questa legislatura. Perché se tutto il resto è opinabile, se tutto il resto è scusabile questo non lo è. Non lo è perché va scelto un punto, un confine, oltre il quale non si perdonerà più. E se attaccare Saviano era ancora accettabile, dopotutto lo scrittore ha legittimamente deciso di fare politica, prendersela con un cronista solo per aver fatto un video smette di esserlo. Attenzione, io non penso che fosse costretto a rispondere alle domande. Sarebbe stato certamente meglio, è vero. Ma non è quello il punto.

“Vada a riprendere i bambini in spiaggia, visto che le piace tanto”. Questo è il problema. Salvini non è un deputato qualsiasi, per cui questa frase sarebbe stata solo una sgradevole scivolata. È il ministro degli interni. Minuscolo voluto. Ed un ministro non si esprime così. Punto. Un ministro degli interni, poi, non dovrebbe nemmeno pensarci.

Anche perché, il lato più grave della vicenda moto d’acqua, sono le minacce di un agente al reporter. Che è esattamente il problema: Salvini, sotto di sé, ha la polizia. E da oggi, ogni divisa che quel giornalista vedrà, sarà un problema. Questo non è tollerabile, soprattutto per i liberali. Soprattutto per quelli di Centrodestra. E va condannato. Anche se da i liberali per Salvini ho sentito solo un vastissimo silenzio.

Qui, in questa piccola ridotta di gente perbene, qualcuno che difenda l’idea di libertà sottesa nel giornalismo ci sarà sempre. Così come qualcuno che non creda nella democrazia del Papeete, con il ministro che governa a panza di fuori sotto il sole Agostano. Siamo forse vecchi, non in sintonia con la gente, privi dello spirito dei tempi. Io di sicuro sì. Me ne farò una ragione. Ma sulle rovine della civiltà, quando tutto crolla e le istituzioni vanno in malora, perché sorgano giorni migliori ci vuole qualcuno che sogni la grandezza di quelli passati. Ci vogliono togliere i sogni, perché i barbari non vogliono l’ordine. Ma, e questo va affermato con orgoglio, non ci riusciranno.

1 thought on “Il rispetto Liberale per il giornalismo

  1. Non sono certamente un seguace di Salvini ma, proprio per questo, darei meno enfasi al questione del figlio. Salvini ha prontamente chiesto scusa per la mancata vigilanza su suo pargolo. INTELLIGENZA VUOLE CHE SAREBBE OPPORTUNO NON PARLARNE PIÙ. INFATTI PIÙ LO SI ATTACCA PIÙ CRESCE IL CONSENSO. È QUESTO CHE VOGLIAMO????? L’OBLIO È L’ARMA CHE SERVE.

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