Stazione Centrale: protesta Taxiblu legittima. E nessuno chiede il taxi condiviso

Milano

Sulle soluzioni di viabilità annunciate con enfasi da Sala, è evidente la differenza tra idea a tavolino e realtà Soprattutto per chi non “frequenta” ad esempio la Stazione Centrale. La temporanea chiusura di Linate è stato a volte un trauma, ma partita la sperimentazione del taxi in sharing, con tariffa predeterminata di 95 euro da Milano a Malpensa e punti di raccolta in via Gattamelata e via Sammartini (dall’aeroporto i collettivi viaggiano verso Duomo, stazione Centrale, Garibaldi e Sammartini), i disguidi sono enormi per chi deve prendere un taxi.

Riporta Il Giornale “Boccalini, Presidente taxiblu, riferisce che al momento le richieste di corse condivise sono vicine allo zero. Assicura che «è un tipo di servizio nel quale noi della categoria crediamo davvero, e siamo tra i pochi che hanno fatto e cercano di fare informazione». Da parte del Comune invece «a parte gli annunci spot in conferenza stampa nelle settimane scorse la promozione del servizio sembra si sia limitata a qualche piccolo cartellone sparso a caso per la città. Se questo è il modo di Palazzo Marino per promuovere una nuova mobilità ottimizzata e più eco-sostenibile verrebbe da pensare che o non ci credono davvero o che forse alla lunga per loro sia più semplice riempire Milano di taxi nuovi e monopattini, piuttosto che diffondere un servizio che, certo, va spiegato e fatto conoscere affinché possa essere almeno preso in considerazione da residenti e turisti». L’accenno ai nuovi taxi non è casuale: c’è un braccio di ferro in corso tra i sindacati e la giunta sulle cinquecento nuove licenze che il Comune intende mettere a bando per potenziare l’offerta, specialmente di notte. La categoria chiede invece turni liberi e doppie guide senza aumentare la concorrenza.”

Evidentemente Sala è solo un ottimo sponsor di se stesso, non sa prevedere un piano di segnaletica adeguato e  concordare una strategia condivisa con i taxisti probabilmente non gli interessa.

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