Un carabiniere è morto, un colpevole ha confessato, ma parliamo anche delle 4000 “vittime del dovere” dal 1961

Economia e Politica

C’è un mare rosso straziato dalla  ribellione violenta, dal disprezzo della vita altrui. E’ un mare che passa spesso inosservato, quasi fosse scontato compiere il proprio dovere in difesa del prossimo. E’ il mare di sangue che ribolle di eroismo e di generosità. Dal 1961 quasi 4ooo le “Vittime del dovere” tra le Forze dell’Ordine. Un carabiniere è morto, l’altra notte a Roma, otto coltellate senza pietà, per uno scippo, per un intervento del militare  che restituisse giustizia a chi era stato derubato. Un episodio, l’ultimo in ordine di tempo, che ci restituisce un volto aperto e sorridente. Mario Cerciello si chiamava, hanno arrestato due studenti americani tossicodipendenti e alla fine è arrivata la confessione. “Sono stato io, l’ho ucciso io”. Ha confessato, dopo ore davanti ai carabinieri di Via In Selci e agli inquirenti, uno dei due turisti americani fermati oggi in un albergo di lusso nel quartiere Prati della Capitale, riferisce la cronaca del Giornale. Ma non ha colore, non ha un’etnia precisa, l’appartenenza geografica e territoriale: il gesto criminale è la distorsione dei valori, l’impulso di una violenza irrazionale.

Le notizie dichiarano un forte disagio diffuso, l’enormità paradossale di un popolo migrante presente in Italia con la volontà esasperata di far valere diritti senza doveri, di inventarsi una vita criminale, di aggredire gli agenti, di minacciare i passanti. Dove sta scritto che il senso del dovere debba spingersi fino alla negazione della vita?  Perché la droga, la libertà distorta, i disastri della giustizia, il permissivismo dilagante dei giudici hanno permesso l’offesa e la morte dei “giusti”? Aveva 35 anni, era spontaneamente generoso, tendeva la mano ai clochard, ma la criminalità violenta conosce solo la prevaricazione. Quel mare rosso di martirio ha perso anche il diritto alla memoria, riceve nell’immediato un riconoscimento di compassione e mai nessuno si pentirà della inspiegabile gratuità del gesto violento. In quel mare rosso sono esposti i diritti umani violati, l’ingiustizia di una politica fatta di parole, la benevolenza senza rigore, il pianto di chi li ama e ama il proprio Paese.

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