A 83 anni studiare, prendere la licenza di terza media per leggere le fiabe insieme ai nipotini

Cronaca

I bambini ridono, senza malizia davanti all’anziano incerto, balbuziente nella lettura, le scarpe pesanti di fatica a rallentare la vita. Ma il gioco con l’infanzia è coinvolgente, gioioso, risuscita volontà e condivisione festosa. Rinasce la voglia di conoscenza, di totale partecipazione, con l’affetto per quei diavoletti di nipoti che sprizzano di futuro e di sogni. “Volevo leggere le fiabe insieme ai miei nipoti “, spiega Domenico di Bartolomeo, 83 anni, da Bari. E domenica sosterrà l’esame di terza media, dopo che per un intero anno ha studiato tutte le materie, matematica, scienze, francese e tecnologia da lunedì al venerdì. “Capita la sera che leggiamo insieme delle storie.  E mi piace l’idea che ora siano orgogliosi di me e dei miei progressi”. Non dice, forse per pudore, che vivere insieme il mondo fatato e fantasioso delle favole è la dimensione di libertà dove tutto è possibile, dove tutto può essere colorato di speranza. “I bimbi di oggi sono tutti peperini e io non voglio essere da meno. Sono orgoglioso di sentirmi dire che sto migliorando nella pronuncia e coi verbi: non sarò diventato un professionista, ma almeno ora mi difendo” Il mondo degli affetti compie miracoli insperati, cancella le barriere del tempo, della conoscenza culturale. Uno sguardo per ricordare un calamaio che si rovesciava sempre, una penna, quell’odore aspro d’inchiostro, la fatica di una vita di lavoro senza regole se non quella della fame e un nuovo mattino di gioco con i nipotini. Ma bisogna meritarselo con l’impegno, pare abbia pensato Domenico.

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