“Corvetto odia” diffonde un vademecum per gli abusivi “Gettate oggetti solidi contro gli agenti”

Milano

Ma che ci va a fare Sala nelle zone problematiche di periferia? Giorni fa era a Corvetto, ha evitato le contestazioni dei centri sociali di due anni fa, ha annunciato la chiusura del cavalcavia ad agosto. Una vera genialata che complica la viabilità in modo esponenziale nelle altre vie, alzando il tasso dell’inquinamento. Ma qualcosa doveva pur dire, ignorando la vita e la prosperità impunita delle occupazioni abusive e delle altre criticità del Quartiere.

In realtà, tollerando o, meglio, ignorando che l’illegalità dell’abusivismo è valutata come un diritto ed è protetta

Un evento di Corvetto Odia

dall’organizzazione “Corvetto odia”, il problema per questa Giunta non esiste. E la spudoratezza degli anarchici è una dichiarazione di guerra alla legalità attraverso il sito Facebook, feste assordanti e illegali, ma soprattutto con volantini esplicativi sul come difendere una casa occupata contro gli agenti. Una vera istigazione all’odio contro chi esige ordine e legalità. Gli sgomberi? Non hanno alacuna ragion d’essere, secondo loro. Scrivono « Le regole: emettere suoni, far chiasso, gettare liquidi o addirittura, quando le cose si mettono peggio,  gettare oggetti solidi dal balcone contro gli agenti.” E la lotta contro questi “rosiconi” cioè gli agenti, continua. Il quartiere è informato. I volantini sono stati distribuiti ovunque.

Scrive amareggiato De Corato (FdI) “sul sito di questi anarchici rimbomba il motto “organizziamoci contro la polizia” con tanto di volantini. Proprio così, il nemico più grande sono le forze dell’ordine. Si può inoltre leggere chiaramente la convinzione che la Polizia proceda con gli sgomberi, non per ripristinare la legalità, ma perché “non manda giù l’affronto” di nuove occupazioni abusive”.

Perché Sala ignora e volta la faccia altrove?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.