Regione, Forza Italia: “Nostra proposta valorizza agriturismi lombardi e settore florovivaistico”

Lombardia

“Nella stesura di questo pdl ci siamo concentrati sue due obiettivi di grande importanza: valorizzare le aziende agricole lombarde e regolamentare il settore florovivaistico, offrendo maggiori tutele agli imprenditori agricoli e puntando sulla promozione dei prodotti del nostro territorio” afferma Ruggero Invernizzi (Fi), intervenuto in aula consiliare nell’ambito della discussione del pdl 67 (modifiche alla l.r. 31/2008 T.U. Agricoltura). “Il pdl esalta il concetto di “multifunzionalità”, che riconosce un ruolo centrale all’agriturismo in connessione con le altre attività agricole (fattorie didattiche, produzione di energie alternative, vendita diretta). Diversificando le fonti di reddito si riduce inoltre il rischio aziendale per gli imprenditori del settore. Tra le modifiche più significative – prosegue – il fatto che tra i prodotti somministrabili dall’azienda agricola siano contemplati quelli di tutto il territorio regionale (e non soltanto quelli della provincia di appartenenza, come prevede la legge vigente)”.

Due gli emendamenti approvati su proposta della consigliera Claudia Carzeri, tesi a tutelare le circa 1700 strutture a oggi presenti sul territorio. Il primo prevede di mantenere a 160  (contro i 300 proposti nel documento) il numero di pasti massimi somministrati al giorno, tutelando le specificità della cucina lombarda, mentre il secondo aumenta a un anno (contro i 6 mesi inizialmente previsti) i tempi di adeguamento alle nuove disposizioni legislative.

Infine, Invernizzi ha sottolineato l’importanza di modernizzare il comparto florovivaistico, dando un quadro di riferimento a un’attività in forte espansione come quella dei cosiddetti “garden” (spazi e luoghi preposti alla vendita dei prodotti della floricoltura). La nuova norma regionale mette ordine a una materia fino a oggi frammentata, fornendo condizioni di mercato eque ed equilibrate per i 150 garden lombardi che oggi danno lavoro a migliaia di persone. “In particolare – conclude Invernizzi – si è intervenuti con una norma che stabilisce un rapporto tra la superficie di vendita dei prodotti dei vivai e quella destinata al commercio di prodotti complementari (accessori), garantendo continuità occupazionale in un settore che vive di stagionalità e che in alcuni periodi potrebbe non garantire stabilità lavorativa con le sole produzioni agricole floreali”.

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