All’insegna della tolleranza a Milano vince un PD che non sa decidere chi è

Milano

Milano sembra una pentola a pressione che liberamente ribolle per cuocere e conservare un PD che “rispetta” comportamenti e situazioni difficilmente giustificabili. I rave Party “bollono” con allegria indisturbati e, ma sì che cosa vuoi che sia qualche lamentela dei residenti che poi votano PD. Perché è questo che sembra. Il degrado vive di vita propria, affidandosi alla buona volontà di associazioni, comitati di quartiere, singoli cittadini. E se la movida si anima di risse e di violenza, quei poveri cristi di migranti sono un po’ disadattati, non hanno ancora trovato il loro posto regolare al sole. Ma Majorino ha fatto il possibile, con le braccia aperte. Spacciano, occupano abusivamente, vendono finte griffes? Ma lasciamoli vivere…il segreto è la tolleranza che il PD ha nel DNA. Basta lasciare anche i Centri sociali liberi di urlare quell’odio che fa gioco all’amministrazione. E il PD vince, pensa agli alberghi a 7 o 8 stelle, non so, ma è turismo. Che poi occorrano soldi e ancora soldi rafforza i record miopi di cui il manager Sala va fiero. Il Qatar compra grattacieli, investe ed è questo che conta: domani chissà con la fame di sponsor… A Sala poi conviene aspettare, tenere le briglia sciolte, tollerare. Un comportamento che in questa anarchia, permette a ciascuno di sentirsi libero. Anche il welfare di Majorino, la sua elasticità di vedute, la sua assenza nei confronti dei poveri più poveri. Già ma i clochard non vanno a votare, nascosti nei loro cartoni, inconsapevolmente invisibili. Inutili come i 18 chilometri di binari morti che testimoniano l’incuria e l’abbandono. D’altronde Pisapia ha stravinto con una quantità di voti impensabile e andrà in UE per difendere i diritti, così dice. Dei Rom? E scusate lo sfogo e l’ironia.

1 thought on “All’insegna della tolleranza a Milano vince un PD che non sa decidere chi è

  1. Sembra una battuta, ma se andiamo avanti così, davvero Pisapia e Sala risulteranno lavorare per i ROM. Bene, mi sembra quasi una via di progresso. Il loro, non certo di Milano e dell’Italia.

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