Settimana Mondiale della Tiroide dal 20 al 26 maggio: iniziative di prevenzione in tutta Italia

Scienza e Salute
Sono tante le persone che vivono con una patologia tiroidea senza aver ricevuto una diagnosi. Istituto Superiore Sanità: in Italia 7 Regioni hanno raggiunto la iodosufficienza.

“La tiroide è un organo piccolo ma molto importante, coinvolto in diverse funzioni vitali: gli ormoni prodotti da questa ghiandola esercitano i loro effetti sul metabolismo e sulla funzionalità di tutti gli apparati del corpo, in particolare agiscono sulla funzione cardiovascolare, sul ritmo del sonno, il metabolismo delle ossa, intervengono nei processi di accrescimento e sviluppo del sistema nervoso ma sono tante le persone con una patologia tiroidea che non ricevono una diagnosi in tempi adeguati, non per inadeguatezza delle strutture sanitarie ma per la difficoltà ad interpretare sintomi aspecifici” spiega Paolo Vitti, Presidente Società Italiana di Endocrinologia. “Possiamo dire che prendersi cura della tiroide è prendersi cura di noi stessi ed è molto importante farlo nel modo corretto evitando di dare ascolto ai falsi miti sull’alimentazione e rivolgendosi a centri accreditati per diagnosi e terapie. Il principale obiettivo della Settimana è sensibilizzare la popolazione in merito ai problemi connessi alle malattie della tiroide e alla loro prevenzione: sono oltre 6 milioni gli italiani con un problema a questa ghiandola fondamentale per il buon funzionamento di tutto il nostro corpo”.

“Le malattie della tiroide sono frequenti nella popolazione e possono colpire entrambi i sessi e a tutte le età, anche se sono più frequenti nelle donne, con il 10% che sviluppa un disturbo alla tiroide durante la propria vita, e andando avanti con l’età”, afferma Vincenzo Triggiani, Segretario Associazione Medici Endocrinologi. “L’ipotiroidismo, condizione nella quale la tiroide funziona poco a causa di una tiroidite o perchè asportata dal chirurgo, colpisce circa il 5% della popolazione italiana, con un impatto sulla salute e la qualità di vita che varia in relazione alla gravità, all’età e alla condizione della persona colpita, con una maggiore vulnerabilità e possibili maggiori danni se insorge in gravidanza o durante l’accrescimento. Nel caso dell’ipertiroidismo, quando questa ghiandola funziona troppo, è colpito circa l’1-2% della popolazione. Anche in questo caso sono importanti una diagnosi e una terapia precoci per i disturbi e gli effetti negativi che l’eccesso di ormone tiroideo può provocare, in particolare a carico del cuore, soprattutto nel paziente anziano o in chi ha già problemi cardiaci”.

“Una condizione di frequente riscontro nei nostri ambulatori è rappresentata dalla patologia nodulare tiroidea”, continua Andrea Frasoldati, Presidente Associazione Italiana della Tiroide. “Mentre gli studi epidemiologici basati sulla sola palpazione del collo documentavano la presenza di noduli alla tiroide nel 3-5% della popolazione adulta, in tempi recenti, con l’introduzione su larga scala dell’ecografia tiroidea si è compreso che essi sono presenti in almeno il 30-50% della popolazione adulta. Occorre sottolineare che nella maggior parte dei casi i noduli sono benigni e non causano alcuna alterazione della funzionalità della tiroide né sintomi; i tumori tiroidei corrispondono a non più del 3-4% dei noduli che vengono riscontrati nella pratica clinica quotidiana”.

“La causa più frequente di disturbi alla tiroide è la carenza di iodio che può provocare gozzo, noduli o ipotiroidismo”, spiega Massimo Tonacchera, Segretario Associazione Italiana della Tiroide. “Assumere iodio in quantità adeguata con l’alimentazione, poiché questo elemento è il costituente essenziale degli ormoni tiroidei, è fondamentale. Il fabbisogno quotidiano stimato di iodio è di 150 microgrammi per gli adulti, 90 per i bambini fino a 6 anni, 120 per i bambini in età scolare e 250 per le donne in gravidanza e durante l’allattamento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’utilizzo di sale iodato e, se necessario, una quantità supplementare di iodio tramite l’assunzione di integratori, in special modo durante la gravidanza e l’allattamento.”

“A 14 anni dall’approvazione della legge 55/2005, che ha introdotto il programma nazionale di iodoprofilassi, si può dire che i risultati di prevenzione cominciano ad essere tangibili”, afferma Antonella Olivieri, Responsabile Scientifico Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia. “Dai risultati preliminari del monitoraggio relativo agli anni 2015-2019 riguardante 9 Regioni (Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Calabria e Sicilia) si mette in evidenza l’aumento della vendita di sale iodato nella grande distribuzione, che raggiunge il 65% del sale venduto, ma soprattutto un maggiore utilizzo di sale iodato nelle mense scolastiche (75%) a fronte di una complessiva riduzione di sale in osservanza della raccomandazione ‘poco sale ma iodato’. I dati hanno confermato la iodosufficienza in Liguria e Toscana, il netto miglioramento dello stato nutrizionale iodico di alcune aree della Sicilia e il raggiungimento della iodosufficienza in Emilia-Romagna, Marche, Lazio e Umbria. Un risultato interessante emerso da queste analisi preliminari è che la iodosufficienza non è raggiunta solamente nelle aree urbane di riferimento ma anche nelle aree rurali interne a maggior rischio di iodocarenza, suggerendo una maggiore omogeneità dello stato nutrizionale iodico rispetto al passato. I dati a disposizione sono incoraggianti, pertanto l’obiettivo che ora va perseguito è rappresentato dalla sostenibilità della iodosufficienza appena raggiunta nel nostro Paese, affinchè questa possa tradursi in una sempre maggiore riduzione delle patologie correlate alla carenza di iodio”.

In occasione della Settimana Mondiale della Tiroide, saranno organizzate iniziative e incontri informativi sulle patologie tiroidee; informazioni sul sito www.settimanamondialedellatiroide.it.

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