“Per questo c’è Majorino”, ma ha mai ascoltato davvero chi aveva bisogno?

Milano

Che cosa può fare una candidatura alle elezioni europee è presto detto: basta osservare l’attivismo sorridente di Pierfrancesco Majorino, un personaggio che sembra messo lì, in quel luogo, per una pacca sulla spalla. Non è proprio così. Basta chiederlo ai pensionati che vivono a stento, ma la candidatura ha risvegliato la voglia di welfare che era un po’ in letargo. E dopo questo risveglio, si è deciso, dopo due anni, un piano. La promessa sbandierata urbi et orbi, in linea come sempre con Sala, che dopo la voglia di una scalata nazionale, ora trova anche comodo un aggancio europeo. Una coppia in simbiosi per un modello Milano che verrà esportato in Europa per l’efficienza (si fa per dire), compreso il degrado, le sacche buie di criminalità, ma sempre con quell’accoglienza universale che arricchisce (?) Milano. E allora, vai Majorino in tutte le TV a saltellare e fare un boom di promesse “Per questo c’è Majorino” è lo slogan dei post su Facebook. Ma, meraviglia delle meraviglie va anche ai mercati, anche, dice lui, in periferia. “ALLE PERIFERIE DI MILANO A BRUXELLES Questa mattina nei vari mercati della nostra città ho incontrato tante persone che hanno voglia di un’Europa diversa, più vicina alle persone e più coesa. Persone che hanno capito che il miraggio sovranista è un inganno destinato a nulla e ci chiedono di portare anche in Europa la positiva esperienza del governo di Milano e un’immagine diversa dell’Italia”, scrive. Considerazioni fumose, ideologiche. Mi verrebbe da dire “Per questo c’è Majorino” Ed è forse un modo di svilire quell’”ascolto” che sta alla base di ogni convivenza sociale. E io non ricordo che abbia ascoltato e poi realizzato. D9iverso, anche se piì sommesso e costruttivo, l’ascolto di Oscar Strano, sulle cose da farsi nel Municipio 4 “Ieri ho dedicato parte della giornata all’ascolto dei commercianti, di Comitati, delle associazioni, società sportive del Municipio e cittadini. È sempre utile ascoltare. Talvolta chi fa politica si concreta solo sulle cose da dire e troppo poco sull’ascolto. Ciò crea una distanza dalle cose e dalla realtà che è alla base di una sfiducia collettiva verso chi amministra il bene comune. E la sfiducia, a Milano, è davvero tanta. Periferie e centro. Certamente più in periferia. Sono certo che se si dedicasse più tempo alla raccolta di idee, critiche, suggerimenti, confronti talvolta anche animati, e meno alle parole, promesse, spesso vuote, si tornerebbe ad avere più fiducia in chi fa politica con passione” Ma Majorino ha ascoltato in questi anni?

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