La Tav apre un buco nell’egemonia di Salvini

Politica

Che Di battista non fosse di scuola Oxfordiana era cosa nota. Che non gli stesse simpatico il capitano, anche. Ma non era mai arrivato a dirgli di togliersi di torno. No, non ha usato di torno. E no, non ripeterò le parole testuali. Nemmeno mettendo i puntini, simbolo del pudore più stupido. Sappiamo tutti da dove debba togliersi il leader Leghista Salvini.

La Tav non s’ha da fare. In nessuna versione. Perché costa. Come se fermarla fosse gratis. Come se il ripristino dei luoghi (perché non stanno pensando di lasciare là il buco, vero?) lo pagassero gli alieni. Ma sorvoliamo. Credo siamo tutti convinti che l’intera vicenda sia surreale al punto giusto. Il vero punto è un altro, oggi.

Il vero punto è che il Capitano sta perdendo la presa sugli alleati. Infatti la replica è stata mite e conciliatoria. Solo marginalmente velenosa. : “Troveremo un’intesa con i Cinquestelle. C’è già un’idea di compromesso sulla Tav. C’è un’ipotesi per ridurre l’impatto ambientale. In ogni caso andiamo avanti”. Gli replica Di Maio. Secondo Repubblica per stemperare gli animi. “A Salvini dico: non utilizziamo i temi dei nostri oppositori per farci dividere”. Secondo me niente affatto, è solo parte di un brutto copione che stanno facendo recitare controvoglia al leader Leghista.

Guardatela da questo punto di vista: per i prossimi tre mesi Salvini dipenderà, con tutta la sua libertà personale, dalla buona volontà dei Cinque Stelle. Due mal di pancia di troppo, una crisi nervosa non prevista e lui finisce in un processo dal quale è assai difficile esca assolto. L’analisi legale l’ha fatta lui. Non io. O quanto meno i suoi avvocati.

Quindi Di Battista gli ha urlato in faccia che, se vuole restare fuori di galera E avere la Tav chieda pure a Berlusconi i voti. Che non ci sono, a tutta evidenza. Altrimenti stia a cuccia, che questa battaglia la portano a casa loro. Salvini prova, timidamente, senza convinzione a dire che stanno trattando.

E qui arriva la chiusa a bordo sipario di Di Maio: se usi gli argomenti degli altri (la Tav) li uso anche io (il tuo processo). Sipario. Fine primo atto. Il secondo si aprirà con la relazione costi benefici di 8 No Tav il cui risultato non appassiona nessuno. Lo conosciamo già, lo sappiamo tutti e non sposterà nessuno dalle sue idee. A quel punto il Salvini non indagato di sei mesi fa avrebbe rovesciato il tavolo e se ne sarebbe fregato.

In Parlamento i numeri Sì Tav ci sono. Il Salvini sotto scacco di oggi abbasserà la cresta e farà cadere l’opera. Leoni si nasce. Al limite ci si può mascherare (un po’ come poliziotti o carabinieri). Leoni non si può diventare.

Come ha correttamente detto l’Onorevole Europeo Salini, le nazioni non si costruiscono non si costruiscono sui rapporti costi benefici. Altrimenti oggi non avremmo tutto quello che rende bello e grande il nostro paese.

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