In una relazione complicata: la triste storia dell’amore finito male tra Confedilizia e Salvini

Attualità

Era la fine di Luglio. Faceva caldo, molto caldo. Ma i cuori dei costruttori ardevano. Erano a festa perché il ministro degli Interni aveva fatto una promessa ed una dichiarazioni autenticamente liberali. E loro ci speravano. E come dar loro torto? Sia chiaro, a me Confedilizia, ed il suo presidente, stanno simpatici. Spaziani Testa, oltretutto, ha come immagine di copertina Facebook una citazione di Hayek, Nobel nel 1974 e padre del pensiero liberista moderno. Figuratevi se non tifo per loro. Per cui in questa triste storia di corna a Cinque Stelle, io sto al cento per cento con loro. Però un po’, come l’amico che te lo diceva che il tuo ragazzo era un farfallone, non si riesce ad evitare, dal cuore, un ve l’avevo detto. Sommesso, magari. Ma torniamo a noi.

Dichiara il Capitano, come riporta una nota del sito di Confedilizia:

1 Giugno: “Siamo all’assurdo per cui ti conviene svendere i frutti del lavoro di una vita per non morirci di tasse”.

25 Luglio: “Nel corso della sua audizione dinanzi alle Commissioni Affari costituzionali del Senato e della Camera, il Ministro dell’interno Matteo Salvini ha annunciato – rispondendo ad una sollecitazione di Confedilizia – azioni concrete per affrontare la piaga delle occupazioni abusive di immobili. Gliene diamo volentieri atto e confidiamo che – anche a seguito dello stimolo fornito dalla più recente giurisprudenza – sia finalmente giunto il momento di un’inversione di rotta rispetto alla colpevole tolleranza sinora manifestata dalla politica sia a livello nazionale sia in sede locale”.

Poi, però, qualcosa si rompe. E’ come la fidanzata storica che scopra che la nuova fiamma, quella che doveva essere una scappatella senza conseguenze, sta vincendo la battaglia.

6 Novembre: “Il maxiemendamento del governo al decreto sicurezza rappresenta, nella parte relativa alle occupazioni abusive di immobili, una sconfessione della linea seguita finora dall’esecutivo e una vanificazione della giurisprudenza, anche della Cassazione, che ha riconosciuto ai proprietari il diritto al risarcimento del danno causato dalla mancata esecuzione degli sgomberi”. Lo afferma la Confedilizia, secondo cui “c’è da chiedersi se il ministro Salvini abbia potuto prendere contezza di queste modifiche al ‘suo’ provvedimento”.Le norme approvate “negano l’immediata esecuzione dei provvedimenti di sgombero ordinati dalla magistratura (in conseguenza dell’accertamento di reati) attraverso la previsione di una lunga e complessa procedura che, esautorando nei fatti la magistratura stessa, attribuisce invece ai prefetti e ad altre autorità amministrative il potere di differire, sulla base di una serie di elementi extragiuridici, il momento della liberazione degli immobili. Il tutto ‘ricompensando’ le vittime dei reati attraverso la corresponsione di una ‘indennità’ avente connotazioni tali da non garantire il minimo ristoro rispetto all’entità dei danni subiti (e gravando i proprietari perfino dell’onere di impedire l’occupazione)”.

27 Dicembre. Tributi locali, ok agli aumenti. Al Presidente non resta che dichiarare, suppongo amareggiato: “Da un Governo del cambiamento ci saremmo aspettati una riduzione dello spropositato carico di tassazione sugli immobili di cui si sono resi responsabili i Governi precedenti, non il via libera ai Comuni per aumentare ancora la sua parte più odiosa, quella di tipo patrimoniale.”

I governi precedenti hanno molte colpe. Tra i Governi precedenti ci siano stati anche noi. È tutto vero. Ma mai, mai come oggi, avere una casa è pericoloso, fiscalmente parlando. Mai come oggi, lo certificano loro stessi, la combinazione disastrosa tra buonismo PD e pauperismo Cinque Stelle sta distruggendo il settore. Loro, come molti Italiani, speravano che Salvini avesse la forza di fermare tutto questo. Loro, come molti Italiani, si sono accorti che era falso. Forse è il caso di tornare all’antico: l’unico argine all’erosione del valroe immobiliare è del Centrodestra, quello della battaglia contro l’Ici sulla prima casa. Quello dell’inviolabilità fiscale del proprio domicilio. Quella della rivoluzione liberale. Quello che sopra il verde dell’erba aveva un cielo immenso ed azzurro.

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