I cinque Stelle non tollerano critiche su Genova

Politica

« Mi sembrerebbe assurdo far pagare ai genovesi, e agli italiani, la ricostruzione del ponte, come vuole Di Maio, escludendo Autostrade, che per legge, essendo concessionaria, deve accollarsi quegli oneri – ha detto ieri Toti,- ma se il governo ha una proposta che assicuri in tempi rapidi la ricostruzione, noi la accetteremo. Altrimenti devono passare sul mio nome ».

Poteva il governo con il più alto tasso di cialtroneria della storia lasciare che a fare da commissario ci fosse uno che dice la verità? Ma nemmeno per sogno. E così, nel decreto Genova, via Toti e dentro Bucci. Un tecnico, uno abituato al silenzio, un uomo di fiducia Leghista ma non così verde da lasciare impronte scomode in caso di disastro. Il ruolo di commissario passa, quindi, dalle mani di chi lo ha svolto finora all’amico del Giaguaro. Ora, fossimo un partito spregiudicato e che se ne frega del cuore delle cose, faremmo fuoco e fiamme. Ma non essendo la Lega, ci limiteremo a far notare alcuni problemi.

Intanto, il nome del commissario nel decreto non è precisamente il massimo della vita. È complicato da gestire in caso di rinuncia, limita l’azione dello Stato ed è anche, francamente, inelegante. Ma non ci soffermiamo sui dettagli e puntiamo alla sostanza. La sostanza è che l’idea di pagare la ricostruzione del Ponte di Genova quando ti si offre di riaverlo gratis è manicomiale. E frutto di un delirio che ormai non attiene più la politica, quanto la psicanalisi.

Autostrade ha fatto cadere il ponte (cosa tutta da dimostrare). Ma se io ripeto ossessivamente questa non verità, poi come faccio a fare una cosa sensata, ovvero far ricostruire loro il ponte? Non riesco. Per cui cosa decido? Scelgo Fincantieri. A meno che il piano Toninelli non preveda un ponte di barche, Fincantieri è uan scelta stravagante, ma sorvoliamo. Il problema è che Autostrade non è composta da decerebrati con evidenti problemi di picacismo compulsivo. E questo ha tolto una serie di valide alternative alla nomina del Ministro del Lavoro. In secondo luogo, questa deprecabile penuria ha comportato che si approvasse l’idea di cuore MA dicendo che Autostrade avrebbe sì pagato Fincantieri, ma collaborando.

Questo rovinava i sogni di gloria Pentastellati, che adesso puntano sulla geniale intuizione di mettere i soldi e puntare a chiedere un risarcimento in fantastiliardi di euro. Che, ovviamente, non verrà mai pagato, perché la società fallirebbe. Quindi, il duo delle meraviglie, sa che rischia di non vedere un quattrino. Per rendere meno umiliante la cosa va tolto di mezzo l’unico attore in commedia che non si sia venduto. Ovvero Giovanni Toti. Il quale paga anche, forse, la sua troppa fiducia in un alleato che mai ha conosciuto l’anoma del concetto di fedeltà. Ed oggi ne disconosce ogni spoglia.

Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

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