Le indagini a Savona, e quelli più uguali degli altri

Politica

C’è una sottile ironia nella vicenda, tutta, delle banche in Italia. Principalmente, il fatto che, prima o poi, passi uno più puro che ti epura. Prendete ad esempio le dichiarazioni di Di Maio sul caso Etruria:

Ecco, prendete ora le dichiarazioni sul caso Savona, indagato per usura: “Indagato per atto dovuto, sapevamo dell’inchiesta. Ora si va avanti”. Ah, ok. Riassumiamo: se indagano tuo padre, tu ti devi necessariamente dimettere. Tipo la famiglia Renzi, per capirci. Anche se le indagini finiscono nel nulla, anche se non hai alcun legame con le medesime. Se poi ti chiami Alfano, le cose sono ancora più pesanti. Dimissioni istantanee:

In definitiva, si deducono alcuni principi per la richiesta delle dimissioni da parte dei 5 Stelle:

  1. L’indagine non deve essere un atto dovuto. Atto dovuto, in effetti, è un termine giuridico. Ma secondo me dalle parti del Sacro Blog non hanno un’idea precisa di cosa significhi. È atto dovuto l’indagine per omicidio nei confronti dei medici che hanno operato un paziente che poi, purtroppo, è deceduto. Questo perché, durante l’autopsia, ci deve essere il perito del chirurgo: sono accertamente irripetibili e l’imputato va tutelato. Ma indagare i vertici dell’istituto di credito perché la giurisprudenza di Cassazione dice che dovevano sorvegliare, non è un “atto dovuto”. Non ci sono accertamenti irripetibili. Il processo è interamente cartaceo. E lui è tenuto a difendersi.

  2. Le dimissioni dipendono dal fatto che il MoVimento sapesse le cose prima. Prima di che? Prima che lo sappia la stampa, il giudice, la procura, l’indagato? E poi, che criterio è? Esiste un processo parallelo? Chi sono i giudici? Davvero mi state dicendo che c’è una Laura Castelli che prende in mano il fascicolo giudiziario di reati estremamente tecnici e complessi, lo studia e poi assolve o condanna? Oppure, stiamo dicendo che l’onestà è quella di ammettere l’indagine e l’atto in sé esclude che tu sia il tipo da delinquere? Non è dato sapere, ma resta il punto: il MoVimento ha una giustizia parallela a quella ufficiale. Le cui regole sono ignote. E contro cui non sono ammessi appelli. E le cui pene, soprattutto, finiscono sempre nello stesso modo: il linciaggio della vittima.

  3. Si avanti lo stesso. Nonostante tutto, a prescindere da tutto. Il fine giustifica i mezzi, le persone e le violazioni delle regole. Ricorderò certamente male io, ma questo non era tutto quello contro cui si battevano quando erano all’opposizione? Ah, come si cambia per non morire e per governare in pace…

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