La crescita cala, ma i Cinque Stelle si impegnano ad azzerarla il prima possibile

Economia e Diritto

Da 1,5 all’anno ad 1,3 per cento l’anno. Così gli uffici statistici dell’UE hanno ricalcolato la crescita Italiana per quest’anno. Come sempre, fanalino di coda dell’Europa. Però, va detto, nonostante un risultato pienamente in linea col proprio programma economico di decrescita i Cinque Stelle non pensano certo di adagiarsi sugli allori. Quindi, dopo la firma del decreto dignità, ritardata a ieri notte perché, mirabilia, mancavano i soldi (150 milioni, un millesimo di quello che serve per la manovra di Dicembre), ecco la nuova e gloriosa impresa: chiudiamo i negozi la Domenica. Sia mai che qualcuno assuma, qualcuno consumi e la crescita proceda. No, no. Mandiamo a casa la categoria più vocale su un presunto diritto (che riguarda solo alcuni fortunati lavoratori) di avere il giorno di riposo SEMPRE LO STESSO GIORNO. E freghiamocene di tutto il resto.

Come riporta Repubblica: Di questa proposta si è parlato durante un incontro tra il sottosegretario al Lavoro, Claudio Cominardi, e i sindacati di base: “Una discussione approfondita che ci lascia soddisfatti”, sottolinea Francesco Iacovone, dell’esecutivo nazionale Cobas. “Cominardi – si legge in una nota del ministero – ha ascoltato i rappresentanti dei lavoratori ribadendo la volontà del governo di porre rimedio agli effetti negativi delle liberalizzazioni introdotte dall’esecutivo Monti. Migliaia di lavoratori e commercianti attendono risposte a un problema di grandi proporzioni. La base di partenza resta l’originaria proposta di legge di Michele Dell’Orco”. In realtà durante l’incontro Cominardi ha presentato ai sindacati alcuni articoli della proposta di legge a firma Crippa, che altro non è che una ulteriore evoluzione del testo di Dell’Orco. In uno dei documenti discussi nell’incontro, si legge che la proposta di legge “si ripropone di ricondurre la competenza legislativa e la podestà regolamentare nel settore del commercio alle Regioni e agli enti locali ai quali spetta il compito della pianificazione della turnazione delle festività lavorative, che non ricada pesantemente sui diritti dei lavoratori ma che tuteli contemporaneamente i diritti dei consumatori”.

In tutto questo freghiamocene ampiamente dei diritti degli imprenditori, che sono solo vacche da mungere. E quindi devono solo pagare e tacere. Ma qui arriva la ciliegina sulla torta. Questo presunto diritto al riposo Domenicale non è assoluto. Oh, no. I Comuni potranno roganizzare settori rotanti della città (tipo arma segreta di Goldrake) nei quali si potrà lavorare la Domenica. Ma lo potranno fare solo il 25% delle attività commerciali dello stesso tipo, non più del 25% dei festivi all’anno e solo se la supercazzola è prematurata a destra come fosse Antani. Un mondo bellissimo, in cui di Comune in Comune e di Region in Regione, cambierà tutto. Creando situaizone in cui ognuno è aperto, tutti sono chiusi oppure a caso, un po’ aperti un po’ no. Il caos. Il caos e la terra di nessuno. Il quadro, insomma, dell’Italia che ci aspetta alla fine di questo delirio sovranista e dadaista.

Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

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