Giustizia ed economia

Economia e Diritto

Milano 11 Giugno – “E’ una fake news che la crescita economica del Paese sia bloccata a causa dei nostri provvedimenti giurisdizionali”, ha affermato il presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno intervenendo questa settimana al convegno dal titolo “Giustizia amministrativa ed esigenze del sistema economico”, organizzato da Palazzo Spada in collaborazione con la Banca d’Italia.

 “Non sono i giudici amministrativi che allontanano gli investitori stranieri”, ha proseguito Pajno, evidenziando come troppo spesso il “pregiudizio” abbia condizionato l’interlocuzione fra il mondo economico e il sistema giustizia.

A supporto della riflessione del presidente del Consiglio di Stato, la statistica.

“Il contenzioso amministrativo riguarda solo il 0,7% del numero complessivo degli appalti che vengono banditi in Italia. Una cifra estremamente bassa che non giustifica la narrazione che viene data della giustizia amministrativa come un peso allo sviluppo del Paese”.

“Il problema – secondo Pajno – è da ricercare invece nella eccessiva produzione legislativa, nella poca qualità delle norme, nella deresponsabilizzazione della Pubblica amministrazione che scarica sul giudice amministrativo competenze che sono proprie”. “Il codice del appalti del 2006 è stato modificato ben 58 volte”, ha ricordato il presidente del Consiglio di Stato.

Dello stesso avviso, il presidente aggiunto di Palazzo Spada Filippo Patroni Griffi secondo cui è necessario migliorare il rapporto fra giudici e attori della scena economica, cioè i politici e gli economisti.

“Dalla crisi – ha dichiarato Patroni Griffi – non si esce con meno solidarietà o affondando lo Stato sociale oppure con minori tutele. La soluzione è una migliore distribuzione della ricchezza, più diritti e, soprattutto, un sistema giudiziario efficiente.

In quest’ottica il ruolo del giudice amministrativo risulta dunque fondamentale, occupandosi di contenzioso economico in maniera più significativa del giudice civile o di quello penale. “Le inefficienze e gli abusi del potere pubblico sono fra le cause reali della scarsa competitività del nostro sistema”, ha sottolineato Patroni Griffi.

A tal proposito, “i tempi e le prevedibilità delle decisioni sono essenziali nella giurisdizione in quanto le attività delle pubbliche amministrazioni sono già caratterizzate da lunghe fasi decisionali”. “La prevedibilità delle decisioni contribuisce a dare certezze all’ordinamento” ha poi concluso.

All’evento ha preso parte anche il giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese. Un intervento molto critico, il suo, nei confronti della classe politica, descritta spesso come inadeguata al ruolo e distante dalle reali esigenze del cittadino.

In conclusione, anche secondo il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, il controllo di legalità da parte del giudice amministrativo deve essere visto con un fatto estremamente positivo, a tutela del sistema nella sua interezza.

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