Il Conte del Grillo ed i guitti del Basso Impero

Politica

Il premier tecnico è sempre più lontano da Palazzo Chigi, nonostante, con un fretta vagamente indecorosa, abbia già aggiornato il suo profilo facebook con la carica di presidente del Consiglio. E per quanto sia una minuzia, non è per niente una casualità. Fa parte del grande schema di cose che ha preso un onesto docente, con bei titoli e buona carriera e l’ha trasformato in una cosa talentatone diversa. Che probabilmente nemmeno coincide con la sua personalità. Andiamo con ordine. In principio era la New York University. In cui dice di aver compiuto dei corsi di perfezionamento. Alla NYU nessuno sa chi sia Conte. Il che implica due ipotesi: o se l’è inventato o c’è stato per così poco da non venire registrato. Problema simile all’Università di Malta dove dice di aver insegnato. “Qui non sappiamo chi sia” rispondono al Messaggero e Repubblica i Maltesi: quindi, o non ha mai insegnato là, oppure, se l’ha fatto, era una lezione volante e magari nemmeno per l’Università. Problemi simili a Cambridge, che non dice se l’abbiano mai visto, si limita a notare che quando sarebbe andato lui, erano chiusi per ferie. Poi c’è la Sorbona, altro posto che non rivela dettagli, ma di cui si hanno così pochi elementi per affermarne la presenza da essere sospetta la cosa. Tacciamo delle associazioni a cui dice di essere stato iscritto e che non sanno chi sia e quelle a cui, per essere iscritti, basta compilare un form online. Al netto dei singoli episodi, il quadro che ne emerge è chiaro. Qualcuno, non necessariamente lui, in occasione della sua candidatura al Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, ha preso gli acquarelli ed ha decisamente abbellito il curriculum. Non siamo ai livelli di Giannino, ma qui, forse, la situazione è peggiore: Giannino aveva un complesso da colmare, chi ha messo le mani qui ha creato un mostro. Un misto tra il borghese piccolo piccolo ed il Marchese del Grillo. Ovvero il Mastro Don Gesualdo del terzo Millennio e della Terza Repubblica.

Questo ci porta ad alcune ipotesi: o la Casaleggio Associati si è addormentata due volte, non controllando né quando hanno pubblicato la prima volta il curriculum, né quando lo hanno scelto come premier tecnico, oppure siamo di fronte al Golem impazzito. L’hanno creato in laboratorio, contando sulle note carenze del nostro giornalismo (che, infatti, la prima volta ha bevuto tutto con un solo sorso) oppure si sono fatti giocare, non controllando nulla ed accettando tutto? Non lo sapremo, forse, mai con certezza. Ma la cosa più preoccupante è la folla di gente là fuori, dispostissima a credere che si tratti della più grande congiura dai tempi di Guy Fawkes per far fuori un genio incompreso. Siamo il paese di Stamina (altra causa che ha difeso) non a caso: esiste una consistente fetta di popolazione che crederebbe a qualsiasi cosa pur di non affrontare realtà e verità, che insieme li spaventano e li obbligano ad affrontare un mondo strano e talvolta terrificante. Un mondo in cui un tizio a caso può farsi passare per un genio e far saltare gli accordi sul governo inventandosi mezzo curriculum.

Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

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