L’Italia appesa al PD, ancora?

Milano 13 Marzo – Non mi ha mai entusiasmato il gossip politico che precede la scelta, la decisione, il modo di porsi di un partito politico, quando è obbligato ad esporsi dalle circostanze. E la costituzione del nuovo governo è una circostanza vitale, dove il senso di responsabilità dovrebbe prevalere, ma c’è anche il senso dell’utilità politica e dell’opportunità, elementi questi ultimi che difficilmente si sposano con il bene del Paese. E l’attesa, questa attesa che aspetta la decisione di Mattarella, ma che, comunque, comporta un accordo di massima almeno su qualche punto programmatico, è tutto un dire e non dire, un intravedere e suggerire, un respirare più che soffiare, un cercare di capire se il centrodestra manterrà la compattezza promessa, se i grillini hanno in testa chi e che cosa, se il PD sta a guardare, ma ha già deciso che a breve, dopo un tempo ragionevole, si butterà nell’abbraccio…di chi?

Il Pd è stato il noiosissimo nodo intorno al quale hanno forzatamente ballato Governo e politica in questi ultimi anni. Assemblee, direttivi, congressi e l’Italia ad aspettare che tra maggioranza e minoranza, l’arroganza di Renzi avesse il sopravvento, per la gioia di un giglio magico di pecoroni dediti ai servigi del monarca Matteo. Oggi il re, completamente nudo, si è autorottamato per insistenza dei suoi, senza capire fino in fondo il perché. Ma nessuno oggi vuol sentire il suo disco rotto di cose fatte, è finito il credito. E stupisce un po’ che la bocciatura sia soprattutto per l’uomo, per quel pallone gonfiato da un ego smisurato che è stata la sua presenza politica.

Ieri alla direzione del PD sono volati un po’ di stracci. Martina segretario pro tempore in attesa del congresso. No alla Primarie. Sì all’opposizione. E l’Italia ancora appesa ai Direttivi, alle assemblee del PD. Ma nonostante la linea condivisa di stare all’opposizione Cuperlo interviene suonando una musica un po’ diversa “Questo Paese dovrà avere un Governo. Noi – ha aggiunto – non dovremo fare la stampella di nessuno ed è giusto che la parola passi ai vincitori, ma non credo che si debba escludere la terza forza del Parlamento della Repubblica dal compito che deriva dalle urne e che è fare politica: usare il consenso per cercare lo sbocco possibile per evitare una parabola deleteria per l’Italia, anche con l’ipotesi di un governo di scopo che si rivolga al complesso degli schieramenti con un programma limitato e poi il ritorno alle urne. Ma su questo la discussione si aprirà e il tempo dirà”.

Non resta che aspettare in quale Assemblea o direttivo il PD sarà disponibile.

Nene

Nene

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Un pensiero riguardo “L’Italia appesa al PD, ancora?

  • 13 marzo 2018 in 15:46
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    Cara Sig.ra Nene,
    non voglio certo ripetermi ma trovo che, come al solito, lei oltre alla capacità di sintesi è riuscita anche ad disegnare mirabilmente il quadro che la ns folle politica ci costringe a sopportare.
    Temo che purtroppo non riusciremo mai a toglierci dai piedi renzi ed il suo stramaledetto giglio magico/marcio.
    Sentire poi che il ministro Martina, che sarà sicuramente un bravo ragazzo ma che a volte mi spinge a pensare ma questo “ci è o ci fa”, senza offesa ovviamente dal momento che, per fortuna non tutti riescono ad essere scafati come il provincialotto di Rignano, avrà il ruolo di segretario pro tempore mi fa letteralmente inorridire perché anche la più disinformata delle persone capirebbe che Martina, come del resto Gentiloni sono solo pedine nelle mani del pallone gonfiato di renzi.
    Ho sentito poi che renzi ha dichiarato che farà il senatore semplice perché è il mestiere che più gli piacerebbe fare. Ma il senato non doveva essere ridimensionato, proprio da lui? Cosa non si farebbe pur di non lavorare!
    Forse visto il disfacimento di tutto quel che lui tocca potrebbe essere la volta buona con l’entrata del fallimentare renzi in senato, sperare nell’ eliminazione dello stesso. Fossi nei panni degli altri senatori farei di tutto per lasciarlo fuori dalla porta!
    La saluto cordialmente.

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