I Cinque Stelle e l’inquietante attrazione per chi odia l’Occidente

Politica

I Grillini, per lungo tempo, hanno avuto pochi collanti. Il primo era l’odio per il Sistema. Il secondo l’adorazione per la democrazia. Il terzo un odio inveterato per l’Occidente. Prima di continuare, capiamoci: l’occidente non è, per dirla alla Metternich, una mera espressione geografica è, prima di tutto e soprattutto, un’ideale. Che include molti elementi: la persona prima dello Stato, uno Stato che non sia totalizzante né totalitario, libertà garantite da Costituzioni ed alcuni diritti inalienabili. Ecco, tutto questo è l’antitesi di una serie di sistemi che ai Grillini piacciono da morire. Dal Venezuela di Chavez e Maduro ad Hamas, che l’inossidabile Dibba dice di voler capire. Combatterlo è brutto. Prendiamo, come esempio massimo la difesa di israele. Israele è l’ultima dimora accogliente ad est del mare, per chi crede nella democrazia e nell’Occidente come ideologia. Ed è, ovviamente, il bersaglio preferito di chi vorrebbero vederlo crollare. Tipo l’Iran, tipo l’estrema sinistra, la destra estrema o i Cinque Stelle. In questo quadro la nomina di Fioramonti a ministro ombra dell’economia Grillino. Riassumiamo la vicenda con le dichiarazioni dei protagonisti:

Ucei, Unione Comunità Ebraiche Italiane, sul proprio sito:”ha destato inquietudine e indignazione nel mondo ebraico italiano la notizia della candidatura a ministro dell’Industria da parte del Movimento Cinque Stelle, in un eventuale governo con Luigi Di Maio premier, di Lorenzo Fioramonti, docente di economia contraddistintosi in passato per aver sostenuto la campagna d’odio e boicottaggio contro Israele. E ancora: “Fioramonti è arrivato persino a rifiutare di partecipare a un evento in Sudafrica, dove insegna, perché era prevista la presenza dell’ambasciatore israeliano in Sudafrica, Arthur Lenk”.

Fioramonti però ha respinto ogni accusa. “Non ho mai sostenuto e non sostengo tutt’oggi, ovviamente, alcun boicottaggio nei confronti di Israele. Al contrario, ritengo che lo sviluppo e la crescita dell’economia globale passi proprio attraverso la cooperazione e la partecipazione di tutti, anche in Medio Oriente. Israele è e resta un partner importante dell’Italia nel lungo percorso di crescita che vogliamo intraprendere. In queste ore – osserva – il mio nome è salito alle cronache nazionali per un episodio verificatosi circa due anni fa. Il fatto in questione è oggetto di una strumentalizzazione senza precedenti da parte di una specifica parte politica. Ed è davvero triste che qualcuno prenda a pretesto un tema così delicato, come il conflitto israelo-palestinese, per muovere attacchi contro la mia persona e contro Luigi Di Maio, arrivando persino a parlare di antisemitismo. Tra l’altro proprio io, che per anni ho collaborato con le associazioni per l’amicizia ebraico-cristiano quando ero un giovane studente universitario ed ho collaborato con università israeliana come studioso. Tutto quel che sta accadendo è surreale”.

Vorrei farvi notare tre cose: primo, l’accusa non arriva da alcun partito politico. Che Fioramonti pensi che l’UCEI parli per qualcuno che non siano i cittadini di Fede Ebraica è già di per sé un antico pregiudizio, tipico di chi vede nell’Ebreo la terza colonna di poteri oscuri. Secondo, a fronte di accuse precise segue una smentita generica sull’adesione al boicottaggio, ma nessun dettaglio sull’episodio dell’ambasciatore. Sembra quasi la classica difesa: non sono omofobo, ho tanti amici omosessuali. Ecco, di cosa abbia fatto durante gli anni universitari credo poco importi a tutti. Ha davvero evitato di andare al convegno per la presenza dell’ambasciatore? Mistero. Terzo, ancora una volta non una parola sulla funzione di Israele. Israele, anzi, viene definito un partner. Ecco, no, non è solo quello, non è affatto solo quello. È l’ultimo bastione prima del Caos. Allora diciamolo: con i cinque stelle al potere ci troveremmo due passi più vicini ad Hamas e due passi più lontani da Gerusalemme. Vi pare un risultato desiderabile?

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