All’assalto di Milano. Gli antifascisti si scontrano ancora con la polizia

Milano

Ci sono cose che non capisco. È un limite mio, evidentemente. Faccio politica e manifestazioni da quindi anni ormai. Eppure mai, dico mai, una sola volta mi sono scontrato con la polizia. E quando non ero d’accordo con una decisione della Questura mi limitavo a protestare per i canali ufficiali. Eppure quando vedo scene come quelle di ieri, mi domando se la mia non sia stata una situazione anomala. Diamine ci sono persone, che dovrebbero incarnare l’Italia migliore, quella antifascista (migliore secondo loro, ovviamente), che si scontrano con le forze dell’ordine ogni volta che si muovono. Prendete Milano ad esempio. Un gruppo di ragazzini, ovviamente istigati dai centri sociali, occupa Piazza Cairoli. L’obiettivo iniziale doveva essere impedire il comizio di Casa Pound. Ma quando hanno realizzato che occupare quella piazza era impossibile, o comunque fortemente disagevole, hanno ripiegato su una soluzione meno spettacolare: arrampicarsi su un monumento, con uno striscione. Ovviamente le scalate urbane non sono consentite e per questo motivo, non certo per quello riportato da Repubblica (la manifestazione non era consentita), sono stati tirati giù. A forza. Una ragazza è rimasta contusa. E continua l’eterno interrogativo: perché? Credono davvero che metteranno in cattiva luce i camerati facendo perdere tempo alla polizia? Che si renderanno simpatici all’opinione pubblica con questi numeri da circo?

Nel pomeriggio atto secondo: il corteo antifascista fornisce rifugio e copertura ad un gruppo di violenti che cerca di sfondare il cordone di polizia per andare nella piazza dove deve tenersi il solito comizio di Casa Pound. Sempre ovviamente, sono stati caricati. E senza alcuna sorpresa sono stati dispersi. Ed ancora una volta si ripropone il dubbio: perché? CPI, se proprio proprio, fa un favore alle forze di sinistra, sottraendo voti al centrodestra. Dovremmo essere noi a chiederne lo scioglimento. Cosa che ci guardiamo bene dal fare. No, loro devono sfogare la propria violenza contro la polizia sennò non sono felici. E poi da sciogliere sarebbero i partiti degli altri mah. Davvero, io qui vorrei raccogliere tutta la naturale perplessità che avvolge questo modo di intendere la politica. I perché, l’assurdità raccolta nelle manifestazioni di selvaggia violenza. E poi chiedere alla Boldrini se, quando chiede di mettere al bando Casa Pound, ritiene di agire in maniera prudente fornendo un alibi morale, o più semplicemente una scusa, a questa gente.

1 thought on “All’assalto di Milano. Gli antifascisti si scontrano ancora con la polizia

  1. Innanzi tutto la boldrini potendo, andrebbe spedita sulla luna con biglietto di sola andata e lasciata lì in perfetta solitudine a meditare su tutte le cazzate che la “signora” ha pensato bene di propinarci ogni qual volta il suo viso dall’espressione cattiva, spocchiosa e melensa appare in tv o sui giornali.
    Questa donna infatti è una delle maggiori fomentatrici di tutto il negativo che purtroppo ci tocca ascoltare quotidianamente da lei e da tutta la gentaglia sinistronza facente parte della stramaledetta banda pd & company responsabili dello sdoganamento del così detto fascismo essendosi accorti di essere a corto di programmi seri da portare avanti per cercare di migliorare lo stato di salute di questo povero paese.
    Quanto poi ai deficienti che fanno perdere tempo ai ns poliziotti, già sufficientemente a rischio e nel mirino di infiniti barboni facenti parte dei vari collettivi e centri sociali foraggiati e protetti da queste sinistre, mi chiedo: le famiglie dove sono? Possibile che nulla sanno delle cretinate che i loro ragazzi compiono? Ma qualche sano calcio nel sedere mai? Possibile che questi genitori siano dello stesso livello dei loro figli oppure troppo occupati sui social a scambiarsi like per accorgersi di quanto i loro figli combinano?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.