Spuntano gli striscioni pro accoglienza nel quartiere Adriano

Milano

Fanno parte del progetto di “rigenerazione urbana” delle periferie promosso dall’associazione «Che fare»

Milano 24 Febbraio – «La parola mondo è più importante della parola patria»: in bella vista su un balcone al primo piano. Qualche metro più in là, appesi alle finestre della Casa della Carità: «L’accoglienza è uno stile organizzato», «La guerra tra poveri si combane con l’inclusione», «La coesione sociale è tutto». E ancora appeso sulle facciate di altri palazzi: «Se sbarca un alieno gli chiedo cosa mangia e se ha fame», «Le città sono di tutti».

No, non siamo a una manifestazione di piazza organizzata dalla sinistra, dai centri sociali e da associazioni varie. Ma nel quartiere Adriano, dove da diversi caseggiati, tra martedì e giovedì, hanno fatto capolino una trentina di striscioni pro accoglienza.

Un’iniziativa spontanea dei residenti? Macché. Il progetto, dal nome «Adriano a cielo aperto», fa parte del programma triennale «La città intorno» gestito da Fondazione Cariplo con la collaborazione del Comune di Milano. Una serie di iniziative perla “rigenerazione urbana” delle periferie e la loro riqualificazione. Tra cui c’è anche questa “opera d’arte” degli slogan appesi ai balconi del quartiere, che – stando agli organizzatori dell’associazione culturale «cheFare» – raccontano i sogni dei residenti.

Quello che è certo è che fino al prossimo 16 marzo le frasi campeggeranno sui palazzi di via Adriano, via Trasimeno, via Lussu, via Tognazzi, via La Malfa. Alcuni, a dire il vero, sono anche divertenti. Come quello che recita: «Olaf di Frozen sindaco». O quello con scritto: «Roma ha il Colosseo, l’Egitto le piramidi, noi il mattone».

All’attacco Silvia Sardone, consigliere comunale di Forza Italia: «Non discuto se questa sia arte o meno, ma chiedo se riempire il quartiere di striscioni e slogan ira cui molti pro accoglienza, sia un metodo utile per riqualificare le periferie. Ci troviamo in un quartiere dove pochi giorni fa un anziano invalido di 90 anni ha dovuto portarsi una sedia alla fermata Atm perché in tutto il quartiere non esistono pensiline».

E infatti sui social non sono mancati commenti di cittadini increduli. «Non vedo il senso di alcune frasi», scrive Matteo. Più diretto Angelo: «Li trovo orribili».

Da queste parti, la gente si aspetta che la parola riqualificazione faccia rima con ben altro rispetto a questi striscioni. «Mentre si parla di accoglienza e inclusione, nello stabile comunale di via Adriano al civico 60 sono costanti le occupazioni da parte di immigrati clandestini, così come succede in un’ex fabbrica abbandonata in via Meucci. Evidentemente a sinistra hanno priorità ben poco collegate alla realtà, d’altronde il piano periferie di Sala è un colossale flop», chiude Sardone.

M. SAN.

2 thoughts on “Spuntano gli striscioni pro accoglienza nel quartiere Adriano

  1. sala, dopo il suo predecessore pisapia, è un colossale flop per Milano non solo per il piano periferie e questo vale anche per la sua giunta al completo.
    D’altra parte i “milanesi” o per meglio dire i cittadini calpestanti il suolo milanese l’hanno votato: peccato, ora ce lo dobbiamo cuccare tutti!
    Gli striscioni non sono altro che l’ennesima fesseria che queste sinistre ci propinano forti del fatto che tranne qualche critica nessuno avrà il coraggio di pretendere la rimozione degli stessi.

  2. Buonasera, il molto attuale tema delle periferie (sopratutto sotto elezione) a mio parere, se pur con i ritardi ben noti a tutti quelli che come mè abitano questo nuovo quartiere; comunque vi sono state ottime iniziative, tra cui quella che mi trovo a commentare. Inoltre vorrei ricordare che il parco è stato fatto ed anche il secondo lotto si sta ultimando e sicuramente quello che oggi vediamo è stato fatto durante le amministrazioni Pisapia e Sala non certo grazie ai populisti che fomentano sempre gli inevitabili malumori. Piuttosto vorrei chiedere quando saranno iniziati i lavori della r.s.a. visto che dovevano iniziare già a primavera scorsa, dopo essere stata acquisita da privati. Non vorrei che dietro questi ritardi vi fosse qualche programma diverso, forse dovrei chiedere ai populisti sempre pronti a prendersi i meriti e cavalcare il malcontento. Grazie per l’attenzione!
    Una libera pensatrice

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