L’aumento del biglietto sta esplodendo in mano a Sala

Milano

La cosa peggiore di togliersi un cerotto è farlo al rallentatore. La cosa peggiore di aumentare il costo dei biglietti è  farlo con un anno di vuoto prima, in cui la gente ha tutto il tempo per arrabbiarsi, armarsi di buona volontà e cominciare a protestare. Anche perché, nei prossimi dodici mesi, i Milanesi ed i cittadini dell’hinterland assisteranno alla riduzione dei parcheggi, all’aumento di quelli a pagamento ed un’altra serie di misure per ridurre la libertà di spostamento, presumibilmente. Esattamente come negli ultimi sette anni. Per questo è partita una mobilitazione online, come riporta Repubblica:

Sono 29.315 – in costante aumento – i firmatari della petizione online contro il probabile rincaro del biglietto Atm nel 2019. L’ideatrice è Benedetta Cirillo, una studentessa universitaria, che, all’indomani della notizia sul possibile aumento del ticket dei trasporti pubblici (da 1,50 a 2 euro) a partire da gennaio 2019, ha aperto su change.org una raccolta firme per bloccare la decisione del sindaco Giuseppe Sala.

La richiesta della petizione è chiara: “Evitare l’aumento dei biglietti Atm dal gennaio 2019, (che corrisponderà a un aumento di circa 200 euro l’anno a persona), in quanto penalizzerà studenti e lavoratori che ogni giorno usufruiscono di questo servizio. Nella città di Milano, già è presente l’Area C che consiste in una tassa impropria di 5€ per l’ingresso in città, nata per limitare l’ingresso delle automobili e sensibilizzare l’uso dei mezzi pubblici. L’aumento del prezzo del biglietto penalizzerebbe doppiamente i cittadini”.

Una mobilitazione online che, diciamolo chiaramente, non serve a nulla. Quello che serve e serve assolutamente è una mobilitazione il 4 Marzo. Nelle urne. Milano è una delle ultime roccaforti del PD. Fategliela, facciamogliela perdere. Le proteste migliori sono quelle che colpiscono il portafoglio. Ed il portafoglio in politica sono i bacini elettorali. Hanno già perso Sesto. Concentriamoci su Rho e sulla Città Proibita, la cerchia dei Navigli. Se perdono anche quei collegi, alla Regione nel primo caso, alla Camera ed al Senato nel secondo. Quindi, invece di firmare appelli online, dotatevi di copiativa e buona volontà. E facciamo capire a Sala il vero costo di questa operazione.

Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

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