Il sogno proibito del clochard poeta? Le caldarroste

Milano

Milano 31 Dicembre – Ha un cappotto di buona fattura, il regalo di un “amico ricco”, ma il portamento fiero è dell’uomo che conosce la realtà del momento, ma è ricco di intelligenza e di umanità. Un clochard che ha superato il disagio della povertà con la fantasia, i rapporti di conoscenza, lo scambio di esperienze. “Il mondo, la vita, tutto è un teatro. Essere protagonisti o guitti è una scelta personale. E lo dico da povero, senzatetto…mi definisca come vuole..ma non ho dimenticato la mia estate. Un’estate che bruciava una giovinezza avida di cultura, di viaggi, di sogni. Un’estate che mi ha dato la consapevolezza di me e dei valori che contano..non mi chieda come mai…è successo: si perde il lavoro…si spera.., ma un nuovo lavoro non arriva. E allora ti organizzi per mangiare ogni giorno, cerchi un posto riparato per la notte, leggi i giornali buttati per tenerti informato, fai degli incontri con cui ricordare quella Milano là, quella che aveva il cuore d’oro, quella che sapeva ridersi addosso, quella che sapeva cantare la sua fierezza. Ma i miei occhi sanno ancora giocare con le stelle e le luci. Sono andato in centro, a Natale, in Galleria…e ho risentito il profumo delle caldarroste. E ho pianto..sì, ho pianto..perchè costavano troppo…e penso che in una comunità le caldarroste non dovrebbero rappresentare un sogno proibito”.

«Milano non diventi un gigante con i piedi di argilla, capace di affrontare le sfide internazionali ma lontana dalle periferie: colga piuttosto questo momento favorevole come l’opportunità storica di fare comunità». Lo ha detto Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana, presentando i dati del XVI Rapporto delle povertà nella diocesi di Milano.“Ciò che è certo è che da un lato, le vittime della lunga crisi economica sono rimaste intrappolate nella povertà. Costoro hanno spesso il nostro stesso colore della pelle e parlano la nostra lingua: sono italiani, in età matura, con bassa scolarità.”

Ma c’è poco da sperare: il binomio Sala-Majorino guarda altrove, programma marce pro migranti, annuncia fantomatiche riqualificazioni delle periferie e parla, parla troppo senza la volontà di fare.

Chissà se il clochard poeta nel 2018 riuscirà a mangiare le caldarroste…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.