Il Liberale dell’anno: Donald Trump

Esteri

Via gli incentivi (inutili e dannosi) su politiche ambientali che l’unica cosa che abbiamo mai ottenuto sono conti in banca sostanziosi per Musk e compagni. Via le limitazioni masochiste che uccidevano l’industria Americana e giovavano solo ai suoi competitor. Un forte giro di vite sugli accordi internazionali, che servivano ai liberal Usa per lavare il presunto debito che ha l’uomo bianco nei confronti del resto del mondo. E, subito dopo, via qualche MIGLIAIO DI MILIARDI di tasse. Soprattutto sul ceto medio (con picchi del 4% per le fasce intermedie) ed aumento delle soglie di non tassazione per le famiglie. Un aumento del deficit contenuto e forse solo teorico, contro il raddoppio ottenuto da Obama e Bush. E soprattutto un’opera di stimolo alla crescita che non pagherà il contribuente Americano. Con una stangata agli Stati Demcoratici, che prima potevano dedurre una grossa parte delle alte tasse locali da quelle Federali, scaricando, di fatto, le loro scelte sui modelli più virtuosi. Da domani il giochino gli verrà portato via. E si tornerà alla normalità: vuoi servizi a carico di tutti e gestiti male? Va bene, ma te li paghi. Tu, Californiano o tu, Newyorkese. Non li scarichi sui Texani. Questo, in estrema sintesi il quadro economico del primo anno di Presidenza Trump.

Ma c’è di più: salta il concetto di “indivdual mandate” ovvero la sanzione per chi decide di non assicurarsi. Ed i costi ad esso associati. Ovvero salta la pietra angolare dell’Obamacare, l’assurda, macchinosa ed inefficiente riforma sanitaria voluta dall’ex Presidente e che minacciava di far detonare i conti pubblici dei singoli Stati ed a catena di quello Federale. Dopo aver già reso un inferno la vita dei contribuenti della classe media. Qualcuno di voi sarà scandalizzato, ma dobbiamo capire alcuni fattori. La spesa sanitaria Usa è estremamente alta. È un dato. E dipende dai livelli di servizio attesi dalla popolazione. Se pretendi che le analisi ti vengano fatte in giornata, con ritiro referto nelle 24 ore, qualcosa devi pagare. O meglio, qualcuno deve pagare. Con l’Obamacare questo qualcuno era il “regular Joe”, l’americano medio, con una buona carriera, che si è visto raddoppiare la spesa sanitaria, in favore delle minoranze. Ed è diventato, molto rapidamente, elettore di Trump. A lui si sono aggiunti, piuttosto rapidamente quegli operai che hanno capito a chi sarebbe toccato dopo.

E, sebbene l’Obamacare sia ancora dov’è per mancanza di voti Senatoriali per abolirlo, Trump gli ha messo un sacchetto di plastica in testa e guarda fiducioso al 2018 per attendere la fine dell’ossigeno. Rischiando, seriamente, di aggiudicarsi il titolo per due anni di fila.

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