Paralizzata da incompetenti allo sbaraglio: in Italia il dominio degli incapaci

Politica

Abbiamo perso l’Ema per la pochezza di politici come Sala, Padoan e Gentiloni che pensano solo agli immigrati e si fanno prendere a calci nel sedere da Bruxelles

Milano 23 Novembre – Non parliamo di sfortuna, beffa, malasorte, bussolotti. Queste formule auto-assolutorie equivalgono allo stormire impertinente delle code di paglia. Beppe Sala, il sindaco, e Paolo Gentiloni, il premier, le stanno agitando eccome. Si nascondono dietro quell’altro bel tomo lungagnone del signor nessuno prodiano Sandro Gozi, mandato a rappresentarci a Bruxelles nel momento decisivo. Milano ha perso, ma non sono state le cattive stelle: ha avuto il torto di mettersi nelle mani di questo sindaco e di questo governo, e la sfiga non è stata un caso del destino. È arrivata all’ultimo istante, ma è andata sul sicuro: ci vede benissimo, e punisce i perdenti e gli incapaci.

Partiamo da qui. Dall’incredibile disfatta di Bruxelles nell’assegnazione di un affare colossale, come l’agenzia europea del farmaco. Roba da due miliardi l’anno. Ma la vittoria sbaragliando Bratislava, Barcellona, Copenaghen ed infine Amsterdam, sarebbe stata ancora più significativa per ridare fiducia a questo popolo fin troppo avvilito. I capi spedizione hanno assicurato di avere la coscienza a posto. Il problema è che quel posto è lo sgabuzzino dei perdenti, il sottoscala delle mezze scope.

La nostra meditata ira va contro questi dilettanti senz’arte. L’Europa ha fatto il suo, la stronza. Noi dovevamo esserlo di più. Oro contro tolla, se perdi sei un cretino. Se capisci che ti stanno truffando, muovi la politica. Milano non doveva finire al ballottaggio. Essere arrivati allo spareggio, è esito di una pessima conduzione della corsa di un fantino sciagurato. Una volta tanto che non abbiamo bisogno di abili mercanti, perché il prodotto si vende da sé, siamo stati capaci di farci fottere. Milano, se avesse gareggiato come un cavallo scosso senza avere in groppa qualche asino, avrebbe vinto il torneo dando un giro a tutti. La qualità della sua offerta arci-meritava. Per tutto: il Pirellone come sede è un monumento di bellezza e funzionalità, meglio Giò Ponti di Le Corbusier; la qualità della vita e la gastronomia; i trasporti internazionali; la Scala e i teatri; la moda e Brera. Amsterdam ha Van Gogh ed è pallida imitazione di Venezia? Noi abbiamo Leonardo da Vinci e la meravigliosa vicinanza dei laghi. Sfiga? Ma va’ là. Incapacità politica.

IL CONFRONTO

Ci ricordiamo di quando Milano si aggiudicò l’Expo? Aveva contro tutti. Letizia Moratti agì di concerto con Roberto Formigoni, Berlusconi, che pure era all’opposizione fece il suo, Prodi e D’Alema agli Esteri non disdegnarono l’aiuto del Cavaliere. Questa sinistra al potere ha saputo solo dividere. Gentiloni che faceva? Picchiava i pugni sul tavolo per lo ius soli! Prendesse il telefono con due mani, ponesse aut aut! Invece eccolo calmino fare un appello alla Camusso. Ha venduto il posteriore a Mariano Rajoy mandando al diavolo la Catalogna, e in premio si è preso un mariano rumor in faccia, una pernacchia della madonna. Così hanno vinto i Paesi notoriamente molto Bassi, uno Stato che a partire dal nome è un nano politico, ma ha saputo vendere il ronzino meglio che noi Varenne. Perché Milano è Varenne: corre, è un fenomeno.

Ora la novità, è accusare di tradimento la Spagna. Parla proprio l’Italia, molto famosa quanto a fedeltà alle alleanze…Logico che l’Olanda se la sia comprata. E la Germania abbia lasciato fare. Noi? Zero prestigio, nessuna forza, neanche bravi a corrompere. L’ultimo nostro leader che abbia ottenuto qualcosa in Europa è stato Berlusconi, che ha portato a Parma l’agenzia alimentare, battendo la Finlandia. Meglio Parma ovvio. Ma bisogna saperci fare per piazzarla tra i lupi nordici. È la politica che fa vincere in Europa e nel mondo. Ridateci Andreotti, Craxi e Cossiga. Oggi siamo moscerini, incapaci persino di dare noia a mezze calzette. Il nostro governo ha la grinta di una pecora imbottita di bromuro. Ha denti solo per distribuire poltrone al suo interno e negli enti di Stato. Il ministro Pier Carlo Padoan si è fatto strapazzare da un vice presidente commissario (nord europeo) che gli ha dato del bugiardo sui conti. Ha retto il sacco alla Banca d’Italia e alle banche dissipatrici.

Intanto le pratiche per bloccare gli arrivi stanno naufragando, molto più che in passato i gommoni. Adesso partono da tutte le parti: oltre che dalla Libia anche dalla Tunisia. Ha un inutile darsi da fare il ministro Marco Minniti: è bravo, ma nell’esecutivo c’è un tale Graziano Delrio. Costui dovrebbe occuparsi di suolo italico: si occupa di ius soli specie africano. È ministro di Infrastrutture e Trasporti. Ha giurisdizione sui porti e sulla guardia marina: con lui bandiera bianca, semaforo verde e passaporto pronto davanti all’invasione.

PARTITI ROSSI

È il trionfo degli incapaci. Sempre per rimanere dalle parti del governo: Andrea Orlando, ministro della Giustizia per modo di dire, è impedito dalle sue ubbie di ex comunista a far votare una legge che affermi il diritto alla legittima difesa, preferisce assegnare alle vittime il dovere di immolarsi.

Peggio del governo sono i partiti di sinistra a offrire uno spettacolo da pestilenza caraibica. Paolo Mieli li ha raccontati lunedì. Ci ha messo tutta la simpatia per la causa di chi è da sempre sostenitore. Risultato: ha dipinto un gatto morto (Corriere, editoriale di lunedì). Gli altri schieramenti? Il centrodestra è il peggiore, eccettuati tutti gli altri, grillini compresi. La sconfitta di Ostia mostra l’incapacità di meritarsi il consenso di chi prova disgusto per la politica, tutta. Cari Silvio, Matteo e Giorgia: inutile gareggiare tra voi su chi impugnerà il bouquet per la festa nuziale: lo sposalizio con il popolo non c’è.

Tra i sindaci del nostro scontento, non possiamo lasciar solo Beppe Sala. Luigi De Magistris si vanta di aver risanato Partenope: ma Napoli lo festeggia a modo suo, a colpi di pistola tra ragazzini. Bravo. La signora a Cinque Stelle, Chiara Appendino ha trovato una Torino che funziona da sola: ha abbandonato la piazza tumultuosa per garantirsi un viaggetto con la juve a Cardiff. Non è reato, ma inettitudine. E Virginia Raggi? Basta la parola immondizia. Usciamo dalla politica? Parliamo di calcio e di nazionale: chi aveva conquistato il timone? Carlo Tavecchio e Giampiero Ventura, poveri noi. In questa marcia trionfale di inetti almeno questi due però si sono dimessi. Troppo pochi.

Renato Farina (Libero)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.