Caro Renzi, la musica è finita (o quasi) gli amici se ne vanno..

Politica

Milano 5 Novembre – Caro Renzi, la musica è finita (o quasi) gli amici se ne vanno…che inutile sbruffonata, durata anche troppo. Se ne è andato Bersani per una voglia di rosso incontenibile che nel PD non c’è più, se ne è andato Grasso, Presidente del Senato, un fiore all’occhiello sbandierato ai tempi con orgoglio, ma definito oggi un fanatico, se ne è andato Bassolino perché “Bisognava avviare una grande riflessione sull’Italia reale e sul rapporto tra Pd e Paese. Invece si è provveduto solo a ufficializzare la stagione della grande rimozione. La stagione del girare sempre pagina, del mai voltarsi indietro. Mai ammettere gli errori o correggerli.”

Per farla breve, caro Renzi, le tue trombe sono sfiatate e neppure la maestria di Armstrong riuscirebbe a rivitalizzarle. Perché se ne è andata anche la fiducia degli italiani scesa al 27. Se si osserva che il pesce lesso chiamato Gentiloni è a 39 punti perché “rassicurante” (così dice il sondaggio), si evidenziano tutti gli errori anche di comunicazione che ti erano propri. Il petto in fuori della presunzione, l’eloquio apparentemente simpatico a cui non ha corrisposto nulla di costruttivo, non incantano più nessuno. Oggi questo tuo tergiversare ius soli sì o ius soli no, con un occhio sempre alla convenienza, è chiaramente sintomo di paura. Vorresti la sinistra unita? Invochi un riavvicinamento di chi se ne è andato? Quando si dice la paura fa novanta…La causa della fossa in cui stai piano piano precipitando sei sempre tu. “ L’apertura a sinistra di Matteo Renzi non e’ sincera”, dice Bersani. Ma quando mai Matteo Renzi è stato sincero?

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