I Sindacati studenteschi vogliono far chiudere la Statale

Milano

Milano 4 Ottobre – La vena autodistruttiva della sinistra è ormai materia di leggenda. Alla Statale siamo alla riedizione in ambito accademico di Prove d’Orchestra. I sindacati degli studenti, reduci da una sentenza del Tar che impedisce l’applicazione del numero chiuso alle facoltà umanistiche della Statale, paiono fregarsene amabilmente, ma questo potrebbe essere l’ultimo anno di accreditamento dell’Ateneo. È già stato infatti superato il tetto massimo di studenti che possono essere seguiti per legge. E questo è un problema. Un grave problema. Riporta infatti Repubblica:

Si pone quindi adesso la questione dell’accreditamento. Secondo il decreto ministeriale del 12 dicembre 2016, la Statale rischia infatti di andare incontro all’impossibilità di avviare alcuni di questi corsi dal prossimo anno accademico: la legge prevede infatti che ci sia un rapporto docenti-studenti che deve essere rispettato, pena l’impossibilità di avviare il corso se si sfora per due anni consecutivi. Argomento su cui stanno già ragionando i vertici dell’ateneo e che tuttavia potrebbe vedere delle “correzioni” in arrivo direttamente dal ministero: la scorsa settimana nella commissione didattica dell’ateneo si è parlato di misure in vista per evitare i rischi di non accreditamento. Quindi il ministero sarebbe pronto a mettere mano al decreto e garantire l’apertura dei corsi di laurea anche per gli atenei, come la Statale, che sforeranno i tetti previsti.

Faccio notare che le speranze non si basano su fonti ministeriali, quindi, di concreto al momento c’è solo il superamento del limite. E la totale indifferenza della sinistra studentesca. Anche perché, al di là ed al di fuori della cornice normativa, resta un problema: come saranno seguiti i ragazzi? E ce n’è anche un altro, che Repubblica ben si guarda dal sollevare: perché dovremmo farci carico di qualche migliaio di laureati in lettere? Ricordo che questa gente studia a spese nostre, in gran parte, e che non esiste alcun concreto sbocco professionale, al di là dell’ambito pubblico o semipubblico. Pare, comunque, che all’Udu, principale sigla studentesca coinvolta in questo glorioso assalto ai muri della Realtà, non importi minimamente del problema. Dichiara infatti il suo rappresentante:

Gli studenti dell’Udu, associazione che ha portato avanti il ricorso al Tar si dichiarano poi pronti ad aprire un nuovo fronte anche a Scienze Politiche. Obbiettivo, abbattere anche qui il numero programmato passando per un altro ricorso. “Abbiamo chiesto un incontro ufficiale con il rettore – dice Carlo Dovico, rappresentante di Udu Milano – perché vorremmo arrivare a una soluzione della questione senza dover ricorrere ai tribunali. Se però non verremo ascoltati, allora daremo mandato al nostro avvocato di procedere”.

In bocca al lupo. Tanto i soldi non sono i vostri. Il futuro nemmeno. Ed alla fine paga Pantaolone. Forse.

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