Il piano periferie (fallito) di Sala: 80 progetti, ma in realtà sono solo quattro

Milano

 Un bus e una ricicleria. È così che il Comune rilancerà le periferie? 

Milano 4 Ottobre – II bus 35, la nuova piazza Rimembranze di Lambrate, la riqualificazione del piano terra di villa Litta Modigliani e la messa in sicurezza del sottopasso di Crescenzago. Questi i quattro progetti su 16 considerati «prioritari» (80 quelli individuati durante la campagna elettorale) al momento realizzati dal Comune per il Piano periferie. Briciole rispetto al roboanti annunci del sindaco Beppe Sala a sei mesi dalla sua elezione, quando annunciava «il più grande programma del dopoguerra con il Comune come regista».

Un anno fa si parlava di cinque macro-progetti per Qt8 e Gallaratese, via Padova-Adriano-Rizzoli, Corvetto e Porto di mare, Giambellino e Lorenteggio, Niguarda e Bovisa per un valore di 356 milioni (296 per progetti di ambiti strategici e 60 per cantieri con vocazione sociale). Bene, l’impressione è che siamo ben lontani dalla tanto annunciata e disattesa rinascita delle periferie.

Degli 80 interventi individuati durante la campagna elettorale al momento ne sono stati realizzati 4 sui 16 prioritari diffusi sul territorio, come ha spiegato Corrado Bina, direttore dell’area Periferie di Palazzo Marino in audizione davanti alla commissione Periferie. Come detto si tratta dell’implementazione dei collegamenti del trasporto pubblico verso Cascina Merlata con l’istituzione della linea di bus 35 alla quale si aggiungeranno due ulteriori fermate ancora da realizzare con una spesa di 160mila euro a carico di Euromilano. Completata anche la ristrutturazione del pianoterra di Villa Litta, costata 1,4 milioni di euro. Duecentomila euro sono stati spesi per la riqualificazione della piazza Rimembranze di Lambrate che ha previsto il rifacimento del verde e dei percorsi interni alla piazza. Ultimata la messa in sicurezza e la riqualificazione del sottopasso di Crescenzago.

«Se consideriamo che i 16 interventi diffusi erano da realizzare nel quinquennio, averne ultimati già quattro nel primo anno vuol dire che siamo in media» è il commento di Mirko Mazzali, delegato del sindaco alle periferie. Una difesa quanto mai debole, soprattutto se si considera lo stato di avanzamento degli altri progetti: per quanto riguarda l’emeroteca di via Cimarosa, per esempio, avrebbe dovuto ospitare un centro polifunzionale, ma dopo le verifiche è emerso che la sede non è adatta. Impossibile conoscere la destinazione d’uso dell’ex mercato comunale di Gorla. Così mentre è ancora da approvare il progetto per la riorganizzazione dell’intersezione tra via Palizzi, via Eritrea e via Del Monaco. «Mold di questi progetti sono stati condivisi con i cittadini o i municipi, in alcuni casi – spiega ancora Mazzali – aspettiamo le delibere dei consigli. Sembrano progetti di poco rilievo o di basso impatto ma è quello che ci hanno chiesto i cittadini. Abbiamo ritenuto che i 16 progetti scelti fossero quelli più sentiti dalla gente e più velocemente realizzabili».

Per Basilio Rizzo di Milano in Comune «bisogna guardare il peso specifico di ogni intervento» e i primi quattro realizzati non potrebbero definirsi «grandi opere». II capogruppo della Lega Alessandro Morelli non si può certo pensare che la riqualificazione di Gratosoglio possa passare dalla nuova ricicleria». All’attacco anche la consigliera di Forza Italia Silvia Sardone che contesta l’assoluta mancanza di progetti per l’ex mercato comunale di Gorla.

Marta Bravi (Il Giornale)

                                                                                                        M A P P A

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