A Milano l’abbiamo imparato: certe cose fatte dai compagni non sono reato

Milano

Milano 30 Luglio – Sottotitolo: corso semiserio di Diritto Penale Ambrosiano. Le frasi palindrome sono, come sapete, leggibili da sinistra a destra mantenendo il significato. Il diritto penale a Milano anche, ma se lo leggi da Sinistra è benevolo e garantista. Se lo leggi da Destra, come il Codice Atlantico di Leonardo, è duro e spietato. Ecco alcuni casi degli ultimi giorni, due più uno, per la precisione.

È febbraio, l’8 per la precisione, fa freddo e per qualcuno ancora di più, visto che viene sbattuto al fresco: tale Palmieri, già sindacalista, viene arrestato. Avrebbe facilitato i rapporti tra eletti ed elettori. Elettori con interessi economici. Un bar all’Idroscalo. Un bar che non s’aveva da fare. All’inizio. Ma poi un accordo si trova: l’imprenditore avrebbe dovuto preparare un progetto, il progetto, su quel progetto sarebbe stato modellato un bando, che sarebbe rimasto aperto 15 giorni (un tempo ridicolo per poter presentare proposte concorrenti) e se nessuno si fosse presentato l’imprenditore avrebbe vinto. In cambio di cosa? In cambio di voti. Questo è un caso di scuola di traffico di influenze. Non la chiamiamo corruzione, ma di sicuro le regole sono state piegate. Non lo diciamo noi, ma la procura. Che indaga il politico. Ma il politico, D’alfonso, nella fattispecie, è di Sinistra. Per cui scatta il garantismo: per il Corriere sarà tutto archiviato. Come mai? Troppo lontane le elezioni. Secondo voi, quando hanno processato Formigoni, qualcuno si è mai domandato quanto distanti fossero le gite in mare con Daccò dalle elezioni? E Galan? Perché per tutta questa gente non si è applicata la presunzione di irrilevanza elettorale?

Che poi, D’Alfonso è stato poco furbo. Ha sbagliato la procedura. Avrebbe dovuto aprire il bando di quindici giorni e dire “Speriamo vinca qualcuno con esperienza, qualcuno che sappia bene il suo mestiere. Perché la zona è delicata. Tipo Giamundo, per capirci”. Così, una volta magicamente vinto il bando, nessuno lo avrebbe sospettato di nulla. Se la cosa non gli fosse stata chiara avrebbe potuto chiedere suggerimenti a Maran.

Ultimo caso, Barbato, comandante dei Vigili urbani chiede, in un clima rilassato di scambio di favori, ad un boss di far pedinare un suo uomo con cui avrebbe avuto dei contrasti personali. Ma siccome il mafioso di turno non avrebbe mantenuto la parola, beh, non c’è alcun reato. Non ci sono più i picciotti di una volta. Vorrei comunque ricordare che per un supermercato mai realizzato Nick O’Mericano, alias Cosentino, è tutt’ora in galera. Ma si sa, sono tutti camorristi con la GDO altrui. Barbato, per la cronaca, non è nemmeno indagato. Non si è nemmeno dimesso. Ha solo ammesso che, sì, in effetti, per una persona nella sua posizione non era una cosa appropriata. Ma sbaglia. Siccome la sua posizione è a sinistra, era perfettamente appropriata. Siamo noi che ci ostiniamo, senza sosta, a stare orgogliosamente dalla parte sbagliata. A destra. Pagando, invariabilmente, con la libertà questa sciagurata scelta.

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