“Dentro Caravaggio” – Palazzo Reale – 29 settembre/28 gennaio 2018

Cultura e spettacolo

Milano 23 Giugno – “Ciò che inizia con l’opera di Caravaggio è molto semplicemente la pittura moderna” André Berne-Joffroy, uno dei protagonisti della riscoperta di Caravaggio nel secolo scorso.

Il 29 settembre 1571 nasce a Milano Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, autore in meno di quindici anni – morirà nel 1610 dopo una vita burrascosa finita tragicamente – di un profondo rinnovamento della tecnica pittorica caratterizzata dal naturalismo dei soggetti, dall’ambientazione realistica e dall’uso personalissimo della luce e dell’ombra. Caravaggio sarà preso a modello da molti artisti del Seicento in Italia e in Europa, al punto da far nascere il termine caravaggismo per definire la sua influenza che si protrarrà sino all’Ottocento, anche se alla grande fama in vita seguì un oblio di due secoli. L’opera di Caravaggio è stata riscoperta e consacrata nel Novecento grazie agli studi di Roberto Longhi che nel 1951 gli dedicò una mostra epocale nel Palazzo Reale di Milano. E Milano torna a omaggiare il ‘suo’ grande artista con la mostra Dentro Caravaggio, sempre a Palazzo Reale, con diciotto capolavori riuniti per la prima volta insieme. Un’esposizione da non perdere perché presenterà opere provenienti dai maggiori musei italiani ed esteri e, per la prima volta, le tele saranno affiancate dalle rispettive immagini radiografiche che consentiranno di scoprire, attraverso un uso innovativo degli apparati multimediali, il percorso dell’artista, dal pensiero iniziale fino alla realizzazione dell’opera.

La mostra, curata da Rossella Vodret coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen, prodotta da Comune di Milano–Cultura, Palazzo Reale, Mondo Mostre Skira, in collaborazione con il MIBACT Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo; con il Gruppo Bracco, partner  per le indagini diagnostiche e l’allestimento progettato da Studio Cerri & Associati, vuole raccontare gli anni della straordinaria produzione artistica di Caravaggio, con due fondamentali chiavi di lettura: le indagini diagnostiche e le nuove ricerche documentarie che hanno portato a una rivisitazione della cronologia delle opere giovanili, grazie alle nuove date emerse dai documenti e ai risultati delle analisi scientifiche, la frontiera della ricerca per la storia dell’arte e per il restauro. Saranno presenti in mostra alcuni documenti, provenienti dall’Archivio di Stato di Roma e di Siena relativi alla vicenda umana e artistica di Caravaggio che hanno cambiato la cronologia dei primi anni romani e creato misteriosi vuoti nella sua attività. Mancano notizie tra la fine del suo apprendistato presso Simone Peterzano nel 1588 e il 1592 quando compare a Milano in un atto notarile. L’arrivo a Roma è documentato solo all’inizio del 1596 e dunque rimane misteriosa la sua vicenda in questi otto anni, non pochi per un pittore che ha lavorato in tutto meno di quindici anni.

La tecnica di Caravaggio è stata oggetto di uno studio approfondito che ha analizzato attraverso una importante campagna di indagini diagnostiche le ventidue opere autografe presenti a Roma: “Sono emerse”– afferma la curatrice Vodret – alcune costanti nelle modalità esecutive di Caravaggio, ma sono venuti anche alla luce elementi esecutivi inaspettati e sconosciuti: dagli strati di pittura sono affiorate una serie di immagini nascoste. E’ stato sfatato il mito che Caravaggio non abbia mai disegnato, dacché sono apparsi tratti di disegno sulla preparazione chiara utilizzata nelle opere giovanili”. Il cambiamento cruciale nella sua tecnica avviene nel 1600 quando Caravaggio è chiamato a dipingere la Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi: primo incarico pubblico e su tele di grandi dimensioni. Gli viene dato un solo anno di tempo per completare l’opera e un compenso all’epoca straordinario: 400 scudi. Abituato a dipingere “tre teste” al giorno per appena un grosso l’una, come ci dicono le fonti documentarie, si può comprendere come questa commessa rappresenti una svolta fondamentale per la carriera e la vita dell’artista. Nelle tele Contarelli la preparazione è scura, sempre in doppio strato, composta da terre di diverso tipo, pigmenti e olio. Caravaggio parte dalla preparazione scura e aggiunge i chiari e i mezzi toni, dipingendo solo le parti in luce; non dipinge le figure nella loro interezza, ma una parte. Nel resto del quadro non c’è nulla: il fondo scuro e le parti in ombra sono resi con la preparazione, non c’è pittura.

Attraverso le riflettografie e le radiografie, che penetrano in diversa misura sotto la superficie pittorica, si è potuto seguire il procedimento creativo di Caravaggio, i suoi pentimenti, rifacimenti, aggiustamenti nell’elaborazione della composizione. A tale proposito opera emblematica è il San Giovannino di Palazzo Corsini, dove le analisi permettono di leggere l’aggiunta di un agnello, simbolo iconografico poi eliminato.

Alla campagna di indagini eseguita sulle opere romane di Caravaggio, a cura dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e dell’Opificio delle Pietre Dure, faranno seguito, grazie al sostegno del Gruppo Bracco, nuove indagini diagnostiche sulle altre opere in mostra, comprese quelle provenienti dall’estero di cui, con un progetto congiunto Università degli Studi di Milano-Bicocca e CNR, verrà proposta una innovativa elaborazione grafica per renderle più leggibili al grande pubblico.

Orari: martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9,30 alle 19,30; giovedì e sabato dalle 9.30 alle ore 22.30 lunedì dalle 14,30 alle 19,30

Informazioni: palazzorealemilano.itcaravaggiomilano.it

Infoline e prevendite: 02/92800375 – vivaticket.it

Michelangelo Merisi da Caravaggio

San Giovanni Battista, 1603

Olio su tela, 172,7 x 132 cm

The Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, Missouri

The Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City, Missouri

Michelangelo Merisi da Caravaggio

Flagellazione, 1607

Olio su tela, 266 x 213 cm

Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli

Archivio e Laboratorio Fotografico della Soprintendenza

Speciale per il Patrimonio Storico Artistico e

Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli

Michelangelo Merisi da Caravaggio

Fanciullo morso da un ramarro, 1596-1597

Olio su tela, 65,8 x 52,3 cm

Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi di Firenze

Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Michelangelo Merisi da Caravaggio

La Buona Ventura, 1597

Olio su tela, 115 x 150 cm

Musei Capitolini-Pinacoteca Capitolina, Roma

Roma, Musei Capitolini – Pinacoteca Capitolina

                                                            Michelangelo Merisi da Caravaggio

San Francesco in estasi, 1597 – Olio su tela, 94 x 130 cm

Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford, CT

Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford, CT. The Ella Gallup Sumner and Mary Catlin Sumner Collection Fund. Foto di Allen Phillips\Wadsworth Atheneum

Michelangelo Merisi da Caravaggio

Riposo durante la fuga in Egitto, 1596-1597

Olio su tela, 135,5 x 166,5 cm

Galleria Doria Pamphilj, Roma

Roma, Galleria Doria Pamphilj © 2017

Amministrazione Doria Pamphilj s.r.l.

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