Se questa è integrazione.

Lombardia

Milano 26 Maggio – È stata confermata in secondo grado la condanna per terrorismo inflitta dalla Corte di Assise a due immigrati, un Tunisino ed un Pakistano. Così riassume il caso Il Giornale:

I due stranieri, che vivevano da anni nel Bresciano con un lavoro regolare e il permesso di soggiorno, sono stati arrestati nel luglio 2015. Le indagini della Digos e della polizia postale avevano accertato che sono gli autori di diversi tweet minacciosi con foto di obiettivi sensibili come il Duomo di Milano, il Colosseo e la stazione Centrale. Nei post comparivano cartelli con la scritta «siamo nelle vostre strade» e riferimenti allo Stato islamico. In primo grado il capo del pool anti terrorismo della Procura li aveva definiti «jihadisti della porta accanto» e il pm Enrico Pavone aveva sottolineato come fossero «ancora più pericolosi perché perfettamente integrati». Waqas è anche accusato di aver provato ad arruolare nelle file del Califfato un giovane immigrato. Ricostruendo i mesi di intercettazioni e pedinamenti, il sostituto pg ha attribuito agli imputati «espressioni feroci», come «ammazziamo i carabinieri. Non solo: «Il loro obiettivo erano gli italiani, vivevano acquattati nel nostro Paese come da manuale. Per punire i romani crociati».

Le condanne rispecchiano fedelmente quelle già rimediate. Il punto davvero interessante però è un altro. I due imputati si sono difesi dicendo di non essere dell’Isis e di aver avuto del materiale terroristico nei pc, vero, ma solo come materiale di curiosità. I due difensori, invece, hanno sostenuto che non si potessero condannare le idee. Il che, in linea di principio, è del tutto condivisibile. Solo che questo tende a portare nel lungo periodo ad attentati come quello di Manchester. In cui il terrorista lo conoscevano tutti. Però nessuno lo aveva arrestato perché le idee non sia arrestano. In Italia, invece, condanniamo le intenzioni, siamo un popolo perennemente intercettato e tendiamo a dover rispondere persino dei pensieri più intimi. Però, almeno fino ad oggi e pregando l’infinita Maestà di Dio che regga, le stragi non le abbiamo avute. No, non è una cosa che dica a cuor leggero. Ma è la verità. E la verità non si discute, si rispetta. In ogni caso il secondo punto rilevante è che questi due erano perfettamente integrati. Come molti degli attentatori. Forse, dopotutto, dovremmo temere più quelli che si integrano, che quelli che resistono. Alcuni dei primi combattono la stessa guerra dei secondi, ma con mezzi più estremi e meno scrupoli.

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