La caccia all’evasore sarà una lotteria a premi

Economia e Diritto

Milano 27 Novembre – Un caffè, un giornale, un panino, un paio di scarpe e un libro. Piccole e grandi spese. Il fisco prova ad allungare l’occhio su tutti gli acquisti dei contribuenti. Anche quelli minori, solitamente pagati in contanti. Per ottenere informazioni sempre più precise sulle nostre esistenze il fisco se n’è inventata un’altra. Si chiama lotteria dello scontrino. Si tratta della misura, inserita nella legge di bilancio, che dà il via a una sorta di gioco a premi – da gennaio 2018 – per chi conserva gli scontrini fiscali. Obiettivo è incentivare la richiesta di ricevute in tutti negozi per combattere i pagamenti in nero. La lotta ai furbetti delle tasse può essere condivisa. Purché non si esageri e non divenga fastidiosa per i contribuenti onesti. Invece alla Camera è stato approvato un emendamento del Pd per dare più chance di vittoria, nella «lotteria degli scontrini», a chi paga con carta di credito o bancomat (quindi con strumenti tracciabili). In questo caso, si parteciperà alle speciali estrazioni dell’amministrazione tributaria già da marzo 2017. Non è ancora chiaro quale sarà il premio. Resta il fatto che l’amministrazione tributaria ha scatenato la fantasia e non trascura nulla per arrivare al suo obiettivo. Ci avevano già provato con la tassa sul contante sotto forma di una commissione da pagare a ogni prelievo al bancomat. Poi provando a rimettere il tetto ai pagamenti di contante. Infine l’abolizione della banconota da 500 euro. Insomma il contante visto come il diavolo da combattere perché si porta dietro evasione fiscale e lavoro nero.

Il fatto che la fantasia tributaria sia sempre in movimento è la migliore conferma che si tratta di misure inutili. Il fisco ormai è diventata una presenza opprimente e inventa sempre nuove torture per inseguire i contribuenti. Nonostante il dispiegamento di mezzi e l’utilizzo di sistemi da aguzzini (per esempio le ganasce fiscali) l’evasione e il lavoro nero sono sempre in crescita: 12% del Pil secondo le ultime stime di Piercarlo Padoan. Ma come mai la lotta all’illegalità tributaria non finisce mai? La ragione è molto semplice: perché è una lotta condotta soprattutto per i giornali (come dimenticare i bltitz a Cortina voluti da Monti). Arreca molestie ai contribuenti onesti, aiuta le banche incentivando l’utilizzo di carte di credito e bancomat ma non infastidisce i veri evasori

Ernesto Preatoni blog

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