Come definire gente che sotto il Diluvio Universale balla di gioia?

Milano

Milano 4 Novembre – Tanto tuonò che piovve. Quando i nostri figli raggiungeranno l’età del giudizio e si alzeranno in piedi a giudicarci, più di qualcuno poterà in mano una copia di un articolo. Un articolo del Wall Street Journal. Un articolo che ci accusa di essere dei babbei. Ma lo fa con garbo, con tatto, all’Inglese. Un articolo che verrà letto nel mondo, generandone altri uguali. Che raccontano come, di fronte a tutte le porte chiuse in Europa, solo una rimaneva gioiosamente aperta. Quella Sud. Quella Italiana. Dove mille giulivi antirazzisti festeggiavano 80 sedicenti profughi. Quando questo articolo, o le sue innumerevoli versioni, verranno lette in Nigeria, in Camerun o in Senegal (sì, cari fratelli antirazzisti, i giornali loro li leggono. Molto più di noi. Ed a differenza vostra li capiscono anche), secondo voi, cosa accadrà? Cosa potrà mai succedere, mi domando. Per il Piddino medio la reazione sarà un florilegio di grandi pacche sulle spalle, amore fraterno e riconoscenza. Perché, dopotutto, il Piddino medio è un dissociato dalla realtà. Quello che avverrà, in realtà, sarà una cosa molto più prosaica. Dovendo decidere dove tentare il grande colpo della vita, l’avventura del sedicente profugo, sceglieranno il villaggio vacanze Montello. Dove aspettarsi balletti di solidarietà di avvenenti ragazze locali in attesa del tuo arrivo. Perchè essere cretini non è reato, ma non per questo è privo di conseguenze. Ma tanto le conseguenze se le terranno le periferie, dove questa gente al massimo balla danze prive di senso e logica, aspettando che la pioggia diventi sole. Ignorando che ci vorranno quaranta giorni e che prima che ciò avvenga i monti saranno sommersi. Perché, se oggi la Caserma Montello appare enorme e vuota, a breve potrebbe apparire come un piccolo tino che credeva di poter contenere il mare.

Ma la cosa più irritante, più insopportabile e più stupida è la motivazione di questa gavotta di diversamente intelligenti è la motivazione di fondo. Accogliamo volentieri gente che scappa dalle guerre. Quali guerre non è dato sapere. E dalla povertà. E qui credo sia lecito cominciare a pensare di armarsi di roncole ad uso didattico. I primi immigrati, quelli che scappavano davvero dalla fame, non sono stati vestiti e coccolati per anni a spese del contribuente. Gli abbiamo una scelta piuttosto netta: integrarsi o vivere al margine tra criminalità ed emarginazione. Molti ce l’hanno fatta ed ora sostengono questa società. Abitano nell’appartamento vicino al mio. Si alzano prima di me e lavorano tutto il giorno. E sono orgoglioso di averli sul mio pianerottolo. Questi, per motivi che nulla hanno a che fare con la loro storia, vengono trattati da reduci di guerre devastanti. Che non ci sono. Lo voglio ripetere. Quando nel Darfur si massacravano i Cristiani, avete visto i flussi Biblici di questi giorni. Col cavolo. Sapete perché? Perché all’epoca non li andavo a prendere in Libia. E non ballavamo, come marionette dementi, allo zufolare del flauto.

Davvero, è deprimente vedere la stupidità umana raggiungere queste vette. Adesso dobbiamo solo sederci ed attendere le conseguenze.

Luca Rampazzo

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