Lo strano caso di Repubblica e le multe a Milano

Milano

Milano 25 Settembre –Boom di incassi per Area C. Crollo delle multe. Ma boom per il pedaggio. Sapete, uno dei personaggi che più mi piacciono della comicità Radiofonica è il Grande Capo di Estiquaatsi, di Lillo e Greg. Prima che i Renziani li eliminassero. In ogni caso ci hanno lasciato un grande lascito. Che direbbe Estiqaatsi di questo grande articolo di Repubblica? Non lo sapremo mai, in ogni caso siamo di fronte ad una vetta del pensiero umano. Diminuiscono le multe e questo danneggia il Comune. Ah. Noi eravamo rimasti alla teoria, squisitamente di sinistra, che le multe servissero per proteggerci. Perché, essendo sostanzialmente dei primati con alopecia privi di capacità di raziocinio, rallentiamo solo grazie alle multe. Pertanto, a zero multe, dovremmo diventare qualcosa di simile ad Highlander. E difatti, intervistata la Rozza, che di certo non è una sprovveduta o una capitata là per caso, questa è la versione. Io me la vedo, la Rozza. Che sente la domanda, guarda come un babbuino scappato dallo zoo il giornalista, e gli dà una risposta di una banalità e di una coerenza straordinarie. Può non starmi simpatica, ma quello che dice è (almeno in parte) la Verità. Ottimo, peccato che dalle parti di Largo Fochetti proprio non se ne facciano una ragione. Maledetti Milanesi, la vostra disciplina impedisce la spesa pubblica. Si ricorda con nostalgia il pazzoide (ho avuto l’onore di vederlo passare) che correva ai 270 in via Palmanova. E questo era il principio.

La vera chicca dell’articolo è il momento in cui, con soave levità, il giornalista trionfante ci spiega l’arcano. Le multe sono diminuite nel 2016 perché, in tutto il 2014 sono stati installati ben sette, diconsi, sette, autovelox. Non sei. E nemmeno, Dio non voglia!, cinque. No, proprio sette. E sette sono bastati. Non la si fa alla giunta Pisapia. Non si evita il castigo. Solo che i Milanesi fino a Marzo 2014 non hanno inteso cogliere l’antifona. Prendevano multe come se gli autovelox fossero, inorridisco al solo pensarci, quattro. Ma a Marzo, a Marzo tutto è cambiato. L’illuminazione ha colpito tutti. Me lo ricordo bene quel primo di Marzo. Anzi no, devo essere onesto. Non ricordo nulla, nessuno di voi immagino. Questa motivazione non sta in piedi.

Mi permetto, anche se so di non essere all’altezza di Repubblica, di dare un’interpretazione alternativa. Dunque Marzo, con pura casualità sia chiaro, nel 2016 precede di tre mesi Giugno. E caso, strano, nel Giugno 2016 si vota. Inoltre, precede di alcuni mesi anche un altro appuntamento elettorale, abbastanza caro ai Renziani di questa coalizione. Oltretutto, anche se a Giugno le multe fossero riprese, ci sono state le vacanze in mezzo. Insomma, c’è il sostanziale rischio che qualcuno, per evitare la sconcertante concomitanza tra cartelle esattoriali e matita copiativa, abbia vagamente esagerato con la tolleranza, scoprendo oggi che le prebende elettorali, normalmente finanziate dalle multe da chi produce potrebbero non arrivare. Non sarà assolutamente così, ovviamente. Però io credo che un legittimo dubbio sia ancora concesso, non trovate?

Luca Rampazzo

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