Storia di un Sindaco di Mezza Estate

Economia e Politica

Milano 3 Agosto – E fu così che il Consiglio Comunale della Capitale, la più grande d’Europa ed il cuore d’Italia, venne interrotto dal Presidente dell’Assemblea Di Salvo perché “il Sindaco ha altri impegni istituzionali”. Questi impegni, fonte Corsera, sono andare a prendere il figlio. Fermiamoci, vi prego, su questo dettaglio. Il Sindaco, con scrupolo da liceale, legge 45 pagine di linee guida per il suo mandato. Non è una cosa da poco. È, anzi, il punto di svolta della politica Capitolina. Poi si apre la discussione. La parola ce l’ha Fassina. La Raggi, a cui evidentemente delle opinioni delle minoranze non interessa nulla, si improvvisa Marchese del Grillo e per far capire al famigerato Fassina, noto anche come Fassinachi? (tutto attaccato), chi comandi alza i tacchi e se ne va. Lui, giustamente basito, interrompe l’intervento e chiede che si chiuda la seduta. Il presidente approva e tutti a casa. Tra le cose che la Raggi si dimentica di fare è di rispondere alle domande, scomode, sul suo Assessore all’Ambiente. muraroLa dott.ssa Muraro, infatti, è al centro di un complesso intrico di interessi, inchieste, bracci di ferro e contrasti di potere. Ha mangiato nella greppia di Ama per oltre un decennio, salvo poi dire che le sue consulenze avevano dato sempre i giusti consigli, che lei non ha partecipato al disastro. Ha, semmai, tentato di bloccarlo. Mi si perdoni il paragone iperbolico, ma discorsi del genere risuonarono anche nelle austere aule del tribunale di Norimberga. Ed oggi, come allora, convincono poco. Come diceva Allende, chi dice di voler cambiare il sistema dall’interno di norma s’è già venduto. In ogni caso, esiste un problema di opportunità. Che alla Raggi tutt’ora sfugge. E lei, di fronte al problema, si comporta nella medesima maniera. Fugge. Non difende l’Assessore nell’aula. Non lo scarica dalla Giunta. Prende la macchina e va a prelevare il pargolo. Non è la prima volta che cerca la salvezza nella fuga, come dicevano i Romani. La campagna elettorale è stata una gigantesca fuga dall’onere di nominare la giunta. Poi c’è stata la fuga da Lo Cicero. Poi quella delle nomine, fatte da altri in suo nome e contro ogni suo interesse. Oggi fugge dai rifiuti che la stanno perseguitando. In Ama il commissario la protegge, definendola vittima di scelte non sue che le stanno venendo imposte da consiglieri sleali. Lo abbiamo già visto. Il capo non sbaglia e se sbaglia è perché è mal consigliato. Questa è una affezione tutta Italiana che ci porta a scusare la qualunque in cambio di incredibili capi espiatori, dal clan Petacci alle Olgettine. Stavolte ad essere coinvolta è la Muraro, la cui sedia traballa. Ma non è la sola. C’è da domandarsi fino a quando una tizia che non sa nemmeno organizzarsi con una babysitter potrà resistere alle pressioni di una città che le sta, letteralmente, crollando addosso.

Non che la cosa desti, più di tanto, stupore. Quello che non finirà mai di stupirmi è come una città come Roma possa credere che eleggere una onesta incompetente potesse portare a risultati diversi da questi. Ovvero un Sindaco che scappa dall’aula perché non sa a chi lasciare il figlioletto.

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