Palazzo Marino si indigna contro l’Egitto ma non con il terrorismo islamico

Fabrizio c'è Milano

Milano 23 Luglio – Le tragiche vicende di questi giorni dovrebbero imporre scelte politiche serie e coraggiose e non le solite risposta alla europea tipo ” je sui charli abdo”. Oppure le bandiere francesi, poi del Belgio e chissa quali altre in futuro. Roba che fa il solletico ai terroristi islamici e mette le coscienze dei benpensanti a  posto.

Ma anche i simboli hanno un valore. Il Comune di Milano governato da alcuni ingenui o irresponsabili che hanno scelto il Caim come interlocutore del mondo islamico e hanno eletto la velata Sumaya El Abdel come Consigliere  ( tutti ferventi estimatori di Erdogan), cosa espone in questi giorni fuori dal suo palazzo principale, Palazzo Marino?

Uno grande striscione giallo con scritto Verità per Giulio Regeni!

Cioè nell’ultimo mese sono stati sgozzati 9 italiani a Dacca, sono state compiute efferate stragi terroristiche a Nizza e a Monaco, nelle quali hanno perso la vita anche 6 italiani e 2 milanesi, ma il Palazzo di Città dei milanesi esprime il proprio sdegno per l’orribile fine di Giulio Regeni accaduta a fine gennaio 2016.

Nessuno vuole minimizzare la brutta vicenda dell’omicidio del giovane free lance ucciso in Egitto, ma perche’ i morti di Dacca sono stati accomunati da un minuto di silenzio con l’omicidio di Fermo e solo un altro sbrigativo minuto di silenzio è toccato alle vittime dell’Isis di Nizza?

Ripeto, stiamo parlando di atti simbolici, mentre saremmo felici di commentare misure concrete di prevenzione e di vera e propria guerra al terrorismo islamico.

Sumaya Abdel Qader, consigliera comunale del PD
Sumaya Abdel Qader, consigliera comunale del PD

Ma almeno a livello simbolico vogliamo far capire che non esistono morti italiani di serie B? Vogliamo dimostrare che la città di Milano è altrettanto indignata contro il terrorismo islamico quanto  contro il generale Al Sisi leader egiziano. O dobbiamo pensare che siccome  quest’ultimo è inviso ai fratelli Musulmani e ai loro amichetti italiani con solidi rapporti a Palazzo Marino, quello striscione esposto ancora oggi è un modo per strizzare l’occhio a coloro ai quali, contro ogni senso di responsabilità,  si voleva concedere la rappresentatività per costruire la moschea?

Sindaco Sala dimostri un minimo di coraggio politico. Provveda a mettere uno striscione fuori da Palazzo Marino che ricordi le vittime del terrorismo islamico. E apra un grande dibattito dentro Palazzo Marino e in città per capire cosa fare per impedire che il radicalismo islamico, già presente in città,  si trasformi in pericolo vitale per i cittadini della pacifica e accogliente Milano.

Fabrizio De Pasquale, Consigliere comunale di Forza Italia

 

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