Milano, i disabili meritano sensibilità e aiuto (dimenticando Pisapia)

Approfondimenti Milano

Milano 19 Giugno – La fotografia dell’esistente ci dice che a Milano vivono oltre 16.000 persone con disabilità cognitive e motorie. Di questi oltre 5.000 fruiscono di 127 servizi e interventi di sostegno territoriali forniti dal Comune di Milano, direttamente e attraverso convenzioni con il privato sociale. A fronte dell’allungamento dell’attesa di vita sono sempre più numerose le famiglie composte da disabili adulti/anziani con genitori ultra 85enni.

37 centri diurni disabili (CDD) di cui 15 a gestione diretta comunale e 22 gestiti dal privato sociale. Accolgono circa 860 persone con disabilità cognitive e motorie molto gravi. I CDD richiedono un servizio di trasporto dedicato.anziana-disabile-1-mb

8 centri socio-educativi (CSE) che accolgono circa 180 persone con disabilità medio-gravi.

 17 servizi di formazione all’autonomia (SFA) che accolgono circa 150 persone con disabilità meno gravi, che possono accedere all’inserimento lavorativo protetto.

 6 centri di aggregazione disabili (CAD) servizi innovativi di socialità avviati durante la giunta Moratti con Assessore Landi che accolgono circa 300 persone con disabilità leggere, molto apprezzati dalle

9 nuclei distrettuali disabili (NDD) che sono il primo punto di accesso a tutti i servizi. Forniscono informazione, orientamento e attivazione dei servizi stessi.

Strutture residenziali di tipologie diverse per rispondere a bisogni differenziati: residenze sanitarie assistenziali (RSD), comunità socio-sanitarie (CSS), comunità alloggio, appartamenti protetti (Case).

Contributi economici per bisogni diversi ( trasporti, soggiorni di sollievo, integrazione alla pensione).

La convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità diventata legge dello stato N° 18 il 3 marzo 2009 è uno strumento internazionale frutto del confronto costante e del dialogo fra istituzioni e società civile e costituisce il punto di riferimento per il mondo della disabilità. Nonostante la giunta Pisapia abbia recepito questa convenzione nei primi mesi del suo mandato, nei fatti è stata disattesa per privilegiare servizi dedicati ad adulti in difficoltà e soprattutto stranieri. Questo ha determinato gravi disagi per le persone con disabilità e le loro famiglie. In sintesi ha prodotto:anziano disabile

1) La formazione di lunghe liste di attesa nei servizi diurni (CDD, SFA, CSE), nei servizi residenziali (RSD, CSS etc) e il blocco dei centri di aggregazione disabili (CAD) con grave danno alle famiglie che si son viste negare il diritto di inserire i loro figli adulti, con gravi problemi mentali e fisici, nei servizi a loro dedicati.

2) Il mancato sviluppo della differenziazione dei servizi diurni rispetto all’età: l’allungamento dell’attesa di vita delle persone con disabilità richiede di evitare che per esempio uno stesso centro diurno accolga disabili 18enni e disabili 60enni.

3) Il 70% dei contributi di sostegno al reddito (voce di bilancio iscritta nel settore disabilità) viene in realtà utilizzata per invalidi civili cioè persone con invalidità compresa tra il 46 e il 74% (ex-alcolisti, ex- tossico-dipendenti ) che nulla hanno a che fare con la disabilità vera e propria. A nulla sono valsi i segnali delle famiglie e delle organizzazioni sociali per l’inserimento di questi invalidi civili nel settore dedicato agli adulti in difficoltà, recuperando risorse per la disabilità.

4) La spending-review è stata utilizzata, per quanto riguarda la disabilità, come una vera e propria scure che ha tagliato i servizi di assistenza domiciliare, i contributi per i trasporti a disabili motori per raggiunger scuola/ lavoro/terapie riabilitative.

5) Dimenticata l’integrazione socio-sanitaria che prevede tra l’altro servizi di accoglienza in day-hospital di persone con disabilità.

6) È stato diminuito il contributo alle famiglie per le vacanze di sollievo dei loro figli. Tali periodi, nei mesi estivi, sono davvero indispensabili sia per i “ragazzi “ (si tratta sempre di adulti) che sperimentano il distacco dalle famiglie, sia per la famiglia stessa provata dal pesante lavoro di cura.disabili

7) Le gare e l’accreditamento per l’affidamento al privato sociale della gestione ai servizi sono state principalmente legate al ribasso, tenendo conto soprattutto dell’offerta economicamente più “vantaggiosa”

8) La richiesta delle organizzazioni sociali e delle famiglie di mettere a sistema la problematica delle tariffe dei servizi secondo il principio di Ledha ( Lega dei diritti delle persone con disabilità) “pagare il giusto” è stata disattesa e in questo ultimo periodo l’Assessorato ha ritenuto di offrire la gratuità dei servizi diurni anche di quelli per i quali attraverso un gruppo di lavoro con famiglie e associazioni durante la giunta Moratti/Landi si era giunti all’approvazione di una quota condivisa!

Considerata la deriva della gestione Pisapia, per raggiungere gli obiettivi si rende necessario comprendere e riconoscere processi che generano e sviluppano il consenso e la legittimazione sociale  questi non sono collegati, soltanto, all’efficienza economica, ma anche alla capacità di comprendere più a fondo la società, di anticipare l’evoluzione dei suoi valori e dei suoi bisogni, di orientare le regole di funzionamento verso gli obbiettivi prefissati e quindi trasformare le risorse in risultati concreti, nella produzione di ricchezza destinata al soddisfacimento dei bisogni.

Stiamo assistendo, oggi più che mai, alla crescita di un settore di offerta di servizi di solidarietà, efficiente ed efficace, che si confronta con il pubblico, che si integra con esso diventando un partner coerente nel recupero di componenti di qualità, economicità, fortemente orientato alla soddisfazione del cittadino.

Si va affermando sia il concetto di servizio come risultato di una attività di combinazione di fattori produttivi per ottenere una risposta diretta al bisogno, sia una forte esigenza di produrre servizi e di verificarli e valutarli con strumenti di misurazione “scientifica&quot”. Diventa indispensabile l’attenzione alla razionalizzazione della spesa, del suo compattamento per funzioni, per ridare senso progettuale all’intervento di natura economica, attraverso un costante spostamento dalle spese correnti agli investimenti, e quindi dal polo debole dell’erogazione delle singole prestazioni, al polo forte delle unità.disabili_Censis_Sclerosi-multipla_autismo

La disabilità è una questione di diritti.

Diritto di godere del migliore stato di salute.

Diritto ad una vita adulta indipendente dalla famiglia. Diritto di scegliere dove e con chi abitare.

Implementazione e sviluppo di servizi differenziati e personalizzati per i diversi livelli di disabilità nelle diverse età per raggiungere tutta l’autonomia possibile.

Perfezionare la rete dei servizi per raggiungere una maggiore articolazione e capillarità nel territorio (aumento dei nuclei distrettuale disabili per migliorare l’opportunità di accesso).

Sostegno a progetti di vita autonoma e indipendente sulle coordinate dell’abitare diffuso (appartamenti che accolgono 3-4 persone con disabilità e gli educatori).

Sviluppo di progetti volti alla costruzione del “ Dopo di noi”, durante noi, attraverso l’accompagnamento delle famiglie nella gestione del distacco, anche con l’individuazione di soluzioni residenziali integrate nel territorio per la gestione di una vita adulta autonoma. Questo progetto definito “Progettami” è stato avviato durante la giunta Moratti con Assessore Landi, in collaborazione con Fondazione Cariplo. Ora si tratta di migliorarlo e svilupparlo per dare la possibilità ad altri disabili con le loro famiglie di parteciparvi. Si tratta di migliorare il progetto già esistente verificando la disponibilità di appartamenti (case) in immobili pubblici e privati con benefici per i costruttori/imprenditori (es. parziale scomputo oneri di urbanizzazione) e per gli utilizzatori( es. affitti agevolati).

Avviare la realizzazione di corsie privilegiate per cambio alloggio o assegnazione di nuovo alloggio per disabili e anziani in immobili Aler e Diritto all’inclusione scolastica e lavorativa.

Implementare rapporti con le aziende/cooperative per l’inclusione lavorativa. Ad oggi non risultano in questo ambito azioni sistematiche ed efficaci. Mettere a sistema i rapporti con il Provveditorato per l’inclusione scolastica dei ragazzi con disabilità.

Diritto alla mobilità nella propria città.

Progressiva ed efficace eliminazione di barriere architettoniche nelle strade e nei luoghi pubblici. Verifica ausili per accedere alle stazioni MM

Tutti questi obbiettivi potranno essere raggiunti attraverso un forte sviluppo di relazioni e sinergie con tutti i soggetti istituzionali e quelli afferenti al privato sociale, al privato, al volontariato e alle famiglie nell’adempimento dei principi di sussidiarietà diffusa che diventa uno strumento indispensabile per la gestione di situazioni complesse.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.