Il Commercio versa 70 milioni in più di Cosap. Facciamolo tornare una leva per lo sviluppo di Milano

Fabrizio c'è Milano
Milano 29 Aprile – A parole tutti sono per il lavoro, tutti vogliono difendere le attività commerciali.
Ma se guardiamo i numeri è evidente come per la sinistra e il suo candidato Sala il commercio sia un limone da spremere.
Pensate che nel 2010 si pagavano 29 milioni di Cosap, Canone Occupazione del suolo pubblico. Nel 2015, secondo i dati del bilancio consuntivo, gli operatori commerciali hanno versato 99 milioni! Un aumento del 330 %!
È  chiaro che questo canone è una vera e propria tangente chiesta dal Comune in cambio di nulla. Questa tassa è  un macigno su chiunque voglia aprire un dehor, mettere dei tavolini fuori, ma anche su chi vuol fare una festa di Via o un evento.
Se quei 70 milioni in più di tasse fossero rimaste nelle casse di imprese ed esercizi commerciali, quante persone in più avrebbero lavorato per dare un servizio migliore oppure quanti investimenti in più negli stabili?
E il commercio oltre al Cosap ha dovuto subire aumenti della Tari del 70%, e i riflessi del raddoppio della IMU seconda casa.
Questo salasso è avvenuto mentre i venditori abusivi abbondavano in piazze e mezzanini. E mentre tante associazioni e centri sociali si sostituivano a discoteche, ristoranti e negozi.
E l’amministrazione ha addirittura accettato senza fiatare che Expo risanasse i suoi conti con una apertura serale non prevista.
Allora è arrivato il momento di un nuovo modo di governare. Bisogna capire che il commercio può  essere non solo una risorsa economica, ma anche una leva per lo sviluppo, per il turismo  e, perché no, anche per la bellezza.
E inutile che Sala, sempre accompagnato da Maran e D’Alfonso, parli di brand. Serve soprattutto un Comune che faccia rispettare le leggi e lasci il commercio libero di creare e posperare
Fabrizio De Pasquale,  Consigliere Comunale di Forza Italia

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