Piazzale Cantore, o del fallimento della Giustizia Italiana

Cronaca

Milano 29 Marzo – La notizia, in verità, è minima. In piazzale Cantore è stato scoperto dalla Polizia Locale un mercato illegale in cui gran parte della merce era ricettata. Ci sono state 15 denunce, il sequestro di 700 euro di merce (prontamente restituiti ai supermercati legittimamente proprietari della merce). A parte i casi di alcune Mont blanc, forse contraffatte, e di una bicicletta. Orfana, al momento. Sì, sto cercando di vincere il Pulitzer, ma va detto che hanno iniziato Repubblica ed Il Giorno. La notizia, comunque, racchiude un desolante microcosmo che riassume alla perfezione cosa non funzioni in questo paese.

  1. i denunciati non sono incensurati, ma sono a piede libero ed a piede libero resteranno. Più poveri di prima, ma liberi. Se verranno condannati, e non ci sono certezze, resteranno a piede libero, fino a quando non li riprenderanno. Allora, forse, da criminali abituali potrebbero finire in galera. Giusto in tempo perché qualche buonista protesti che in questo paese si finisce in galera se si ruba una mela. Ovviamente non è vero. Ne devi rubare qualche frutteto, dilazionato nel tempo e facendoti beccare regolarmente. Questa non è giustizia.
  2. C’è, in piazzale Cantore, un mercato abusivo. Che non deve essere spuntato in una notte, né doveva avere all’inizio delle succursali nelle vie laterali. Questa è la differenza più evidente tra prevenire e fallire. Perché col degrado funziona così. O previeni o perdi. Prevenire non significa creare un clima di terrore, solo evitare che piccole lesioni si infettino. La prima bancarella non doveva vedere l’alba del giorno dopo. “Eh, ma come potevano sapere, come potevano intervenire?”. Io mi domando sempre se domande del genere possano essere fatte in buona fede. Nei negozi normali la Polizia Locale entra spesso e volentieri, facendoli chiudere anche per infrazioni di nessun conto, se ripetute. Perchè per le bancarelle dovrebbe essere diverso? Oppure, in alternativa, rendiamo impossibile alla polizia di prendersela con chi produce. Ma con tutti. Non solo con alcuni, tollerati perchè più arancioni di altri.
  3. La merce è stata restituita ai proprietari. Questa credo sia una delle notizie meno lette in questo paese in questo periodo storico. Basta essere dei supermercati, a volte. I privati certe fortune se le scordano.
  4. In ogni casi il taccheggio, sappiatelo, lo paghiamo noi. E sappiate che paghiamo noi anche le istituzioni che sfamano i poveri. Quindi, i poveri che usano il taccheggio non sono il massimo della vita. Smettiamola di intenerirci, se possibile.
  5. La bicicletta, con le attuali politiche di dissuasione dalla denuncia in caso di furto, rischia di restare senza padrone assai a lungo. Cerchiamo di far guadagnare alla polizia, ai pm, ai magistrati ed ai funzionari il loro stipendio. E rifiutare di prendere la denuncia, sia chiaro, è reato…

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