Persino per Letta Renzi dovrebbe smettere di mentire

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Milano 20 Marzo – Come sta l’economia Italiana? Ci sono due scuole di pensiero. Una dice molto male ed una dice che si sta riprendendo. La seconda è sostenuta, in sostanza, solo dai Renziani del PD. L’altra, con alcune sfumature, dal resto del mondo. Tutto si gioca su numeri inattendibili forniti da gente pagata dai suoi sorvegliati, che fornisce numeri che accetta solo quando confermano i propri pregiudizi. Dati eventualmente corretti con generosi arrotondamenti (tipo il Pil dell’anno scorso che è salito dello 0,8, ma è risultato dello 0,8). Salvo qualche raro scatto di dignità (sì alla fine l’Istat ha ammesso gli arrotondamenti). Ottimo, tutto ciò premesso, stiamo crescendo? Sì. La situazione è buona? Qui si apre il confronto. Per Letta no. Per Renzi sì. In generale hanno torto, incredibilmente, entrambi. Non è né buona né cattiva. È la stessa. È ferma. L’Italia è immobile. E l’immobilità è l’unica cosa che non possiamo permetterci. Persino retrocedere sarebbe meglio, consentirebbe uno scatto. Consentirebbe sacrifici. Consentirebbe un moto d’orgoglio. Invece siamo inchiodati. Ci muoviamo in avanti solo perchè il resto del mondo avanza, ma è pura illusione. Letta chiedere di prenderne atto. Renzi rifiuta. Invoca l’ottimismo. E qui tocchiamo vette inesplorate. Ve lo ricordate Silvio quando chiedeva di comprare per sostenere l’economia? Io lo ricordo. Ma ne conservo una memoria personale. Ero a Lucca, a casa dei miei zii. Anziani metodisti, quindi del tutto estranei al pauperismo di certo cattolicesimo straccione. Erano disgustati da quella pubblicità. Io avevo sedici anni, ma già ero di centrodestra e ne difendevo il concetto: se tutti compriamo, il denaro circola e ci torna. Macchè, insistevano loro, si deve risparmiare. Ahimé, avevano ed hanno ragione loro. L’ottimismo in un momento di crisi non ti fa uscire dalla recessione non più di quanto dimenarti non ti faccia uscire dalle sabbie mobili. In entrambi i casi, per venirne fuori, ci vuole una solida base. Oppure una fune. Solo che la fune funziona quando qualcuno vicino ti aiuta, ma non ti consente di uscirne se sei solo, la solida base funziona sempre. Ecco, la solida base non è l’ottimismo, sono i risparmi. Letta chiede di dire la verità ed incentivare i risparmi. Renzi sa che con i risparmi si perdono le elezioni. Perchè la gente spende meno, le imprese alla frutta chiudono e questo aumenta gli insoddisfatti. Non vede che meno imprese chiedono soldi in banca, quindi i mutui diventano più convenienti. E più gente tiene i soldi in banca, più le banche prestano volentieri. Quindi i mutui diventano ANCORA più convenienti.

Il risultato è benzina pronta ad innescare un boom economico. Nel lungo periodo, certo. Solo che per i Keynesiani, i cialtroni e gli imbonitori il lungo periodo è irrilevante. Non ci sono voti utili nel lungo periodo. Nel lungo periodo le tue lacrime ingrassano i tuoi successori. Nel lungo periodo saremo tutti (politicamente) morti. Solo che a far consumare compulsivamente la gente, od ad ingannare gli investitori, facendoli comprare quando non dovrebbero, ed aumentando la spesa per compensare il crollo del settore privato, la ricchezza si consuma. O meglio, parte se ne va e parte non nasce per compensare.

Purtroppo chi vota in Italia sono i lettori dell’Huffinghton Post che preferiscono di gran lunga spendere i soldi (altrui) che consentire a chi produce di mettere da parte. Quindi buon default a tutti e sappiate che ce lo siamo meritati. Tutto. Tutti.

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