Ad Ezio Mauro non piace la nostra Destra. Preferisce la sua.

Economia e Politica

Milano 27 Febbraio – Oggi Ezio Mauro ci ha deliziato con un lungo editoriale. Probabilmente sono le prove di svezzamento per i lettori del giornale. Barbapapà camperà cent’anni, ma non per sempre. Meglio si adeguino al figlio. Editoriale, ovviamente. Così oggi ci spiega che uno dei massimi problemi politici del paese è la mancanza di una destra democratica, liberal (non liberale, liberal, all’Americana), conservatrice il giusto, ma modernissima. Serve per contrastare questa massa di buzzurri verdi, azzurri e neri che continuano ad ostinarsi a dar fastidio. E, come effetto secondario assai interessante, potrebbe consentire alla sinistra sinistra di eliminare Renzi. Senza nemmeno bisogno di dirlo, il rischio è la democrazia. Stavolta però i nostri hanno uno sguardo globale. Fanno paura i premier dell’Est. Fa paura Trump. Della Le Pen meglio non parlarne. In Germania, che cosa orribile, c’è addirittura una opposizione alla Merkel. E tutto questo impedisce il fiorire di questa destra pallida, anonima, educatissima e perdente che tanto bene farebbe all’Europa. Niente. Ci ostiniamo a vivere in un continente dove le magnifiche e progressive redistribuzioni di fame, immigrati e rischi di terrorismo vengono guardate con sospetto da quei paesi che, potendo, non farebbero entrare quasi nessuno. È o non è disdicevole? Io direi che è quasi orrendo. L’orrore è l’emozione che domina l’intero articolo. L’orrore manifesto dei governi di destra che si rifiutano di accogliere, sia i profughi, che gli aspiranti tali, che i diktat Europei che li accompagnano. L’orrore strisciante delle “neodestre” queste cose repellenti che di centro qualcosa devono centrare con il padre di tutti i mali, il neoliberismo. E l’orrore ancora più inquietante perchè appena accennato: questi premier di sinistra, tipo quello della Repubblica Ceca, che alla fine si scoprono di destra. Il nemico alle viste, quello alle porte e quello dentro casa. Tutti figli di una concezione orrenda. Che la democrazia non serva a far vincere i compagni democratici, ma possa, addirittura!, servire a far governare il popolo. Un popolo che vede le orde, si fa due conti in tasca sui parenti che hanno a casa e decide che, per quanto compagno possa essere, qua proprio non li vuole. Qua è l’America che vota Trump. Qua è la Francia che fa correre la Le Pen. Qua è la Germania che si oppone alle frontiere aperte di Frau Merkel. Qua è il blocco ex Sovietico che una nuova dittatura, sovranazionale soprattutto!, non la vuole. E sui profughi vorrebbero decidere da soli.

Tutte cose che per un vero democratico come Mauro sono inconcepibili. Lui della democrazia non vuole le regole, sono irrilevanti. Il punto sono i valori, valori che anche i conservatori dovrebbero volere. Che anche i liberali dovrebbero volere. Valori universali e del tutto condivisi, talmente condivisi che dovrebbero mutare al mutare del consenso. Suo. E dei suoi amici. Altrimenti, l’alternativa è una destra brutta, sporca ed impresentabile che per motivi ignoti raccoglie anche il favore della sinistra. L’unico dubbio, l’unica domanda che mai sfiora e mai colpisce l’arguta mente dell’ex direttore è che, forse, per quanto sbagliate, le risposte di questa “neodestra” evidenziano delle domande. Domande vere. A cui qualcuno un paio di risposte dovrebbe darle. Solo che la sinistra di Mauro ha il grave, gravissimo problema di non riuscire, semplicemente, ad individuarle. Non le vede. Le considera spurie. Frutto di fantasmi. Alienazioni. Qualsiasi cosa meno che la realtà.

Ovviamente la realtà di Ezio Mauro se ne frega, produce tutte le Le Pen che ritiene utili e di nascosto se la ride dell’erede morale di Barba Papà. Mi dispiace per lui. Anche se, ve lo devo dire, non è che mi dispiaccia così tanto, ora che ci penso.

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